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Intervista a Renzo Vespignani (rispondi alle domande)

Biografia - Comprensione scritta B1-B2

Domanda 3

In base al testo dell’intervista trascritto, scegliere la risposta giusta.

Nato a Roma nel 1924, Renzo Vespignani è cresciuto in uno dei più poveri quartieri romani, il Portonaccio. Qui, durante i mesi di Roma nazista, comincia a disegnare raccontando gli orrori dell'occupazione, il paesaggio sporco e patetico della estrema periferia e le rovine dei bombardamenti. Il suo lavoro, tra il '44 e il '48 è un documento dell'Italia difficile.

Nell'immediato dopoguerra prosegue sulle tematiche sociali e diventa in pratica il corrispettivo - in pittura - del neorealismo portato al cinema da Rossellini e De Sica. Il suo avvento sulla scena romana rappresenta un elemento di rottura con le scuole che l'avevano preceduto.

Per molti anni il mezzo espressivo da lui preferito sarà il bianco e nero dell'inchiostro o dell'acquaforte: mezzo povero, cinico, duro, come le cose da ricordare di quei tempi difficili. La denuncia della società italiana del tempo sarà un tema sempre presente nelle sue opere. La sua pittura sembra accompagnare criticamente la storia degli ultimi trent'anni, dalla ricostruzione deviata alle illusioni del consumismo, fino alla catastrofe dell'urbanizzazione selvaggia e alla conseguente morte della residua cultura contadina.

Nel 1956 fonda, con alcuni amici architetti, letterati, registi, la rivista Città aperta, che vuole esprimere il distacco delle nuove generazioni rispetto a tutte le etichette, compresa quella di neorealismo. Gli anni tra il '56 e il '59 segnano per gli intellettuali un difficilissimo passaggio dagli entusiasmi e dalle speranze del dopoguerra alla piatta realtà dell'Italia arricchita: una caduta verticale dei valori e delle attese. Vespignani li documenta con una pittura sempre più buia, che sembra sfiorare la spettralità.

Nel 1963, insieme ad altri pittori e critici d’arte a lui contemporanei, fonda il gruppo Il Pro e il Contro, che diventa subito un punto di riferimento per i nascenti esperimenti di arte figurativa. L'attività svolta dal gruppo, attraverso mostre tematiche, dibattiti, articoli, delinea la possibilità di un linguaggio pienamente cosciente e responsabile, la figura del pittore come intellettuale impegnato a influire direttamente sul tessuto sociale. A partire da questi anni Vespignani recupera la fiducia nell'immagine e nella possibilità di significare e colpire attraverso una rappresentazione letterale degli oggetti e degli uomini. Sul piano del linguaggio sembra prevalere, come mai nella sua lunga esperienza, la forza del colore, che esplode violentemente nel bianco dei fondi.

Dal 1969, Vespignani lavora a grandi cicli pittorici: L'Imbarco per Citera (1969), un affresco del ceto intellettuale coinvolto nella crisi del '68, L'Album di famiglia (1971), polemica concentrazione dello sguardo sul mondo quotidiano dell'autore, Tra due guerre (1973-75), analisi dell'ideologia autoritaria e perbenistica della piccola borghesia italiana.

Sono importanti anche le sue attività di scenografo e di incisore.

Renzo Vespignani è scomparso il 26 Aprile 2001 a Roma.

[Elena Grifoni]

Fonti:
https://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/vespignani/vespignani/vespignani.html
https://www.vannucchiarte.com/autore.php?artista=vespignani-renzo

Domanda a scelta singola

Negli anni ’60 Vespignani vive un momento più sereno che esprime attraverso: