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Intervista a Renzo Vespignani (rispondi alle domande)

Comprensione scritta B1-B2

IL PUBBLICO

In base al testo dell’intervista trascritto, mettere nell’ordine giusto queste frasi.

Renzo Vespignani: [00:26:20] Allora… allora… inconsce. E quindi, io ho sempre vissuto con gli occhi molto aperti insomma su… su… su… sulle avanguardie. Ecco, però ribadisco quello che ti ho detto prima: ho pensato sempre… che dovessi… che il pittore non dovesse mai perdere quel minimo di… medio… medium comune, se vuoi anche qualunquistico nella sua terminologia, con un pubblico potenziale. Un pubblico che il pittore non vede perché quando… noi facciamo uno strano mestiere, noi… noi dipingiamo e il pubblico primo siamo noi stessi, insomma, ma l'altro quasi non si vede. Perché poi ci sarebbe da fare il lungo discorso del mercato, dove… gli ingranaggi terribili della nostra professione. Però, su questo pubblico potenziale, che prima o poi si spera che… che… che ci sarà. In fondo, io non è che dipingo per i posteri, perché sarebbe un'idea aberrante, però il quadro dura più di me, io lo vedo. Mi… mi… mi capitano quadri che io stesso ho dimenticato – me li vado a rivedere - e vedo che durano più di me, in fondo, durano più delle mie intenzioni. Ora, questi quadri, secondo me… ho pensato sempre che non dovessi perdere la possibilità di dare a questo ipotetico pubblico… il filo per dipanare un racconto - per leggere un racconto - altrimenti cifrato, hai capito? Cioè, il pubblico deve vedere innanzitutto - ad esempio, in un mio quadro - un volto. Dal volto, deve poi percorrere quello che è la deformazione del volto, ma non dalla deformazione espressionistica, quella che è la deformazione narrativa, quella che è la forzatura, che io pittore do a questa rappresentazione. Io gli devo, in altre parole, indorare la pillola, diciamo. Penso… penso che… cioè, devo vivere dentro un'iconografia e un sistema iconografico, come i pittori per secoli hanno vissuto nell'iconografia della crocifissione e hanno messo… hanno messo un mare di cose, hanno messo il loro mondo, non hanno messo solo la crocifissione. Ecco, così io nella iconografia figurativa - detta tra virgolette, perché poi il mio figurativismo ha gli alti e i bassi, gli andamenti quasi del dollaro in borsa, insomma - nella… nella… nella… mia iconografia figurativa cerco poi di mettere qualcosa che non è assolutamente attinente alla… alla… alla mediocrità della comunicazione - piacevole della comunicazione mercantile, della comunicazione, così - di chi sta dietro il pubblico e non… non avanti. Di chi sta dietro al mercato e non oltre il mercato.

Attività di riordino

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