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Intervista a Diana Bracco (rispondi alle domande)

Comprensione scritta B1-B2

IL NONNO ELIO

Leggi il testo della trascrizione del frammento dell'intervista e scegli la risposta giusta.

Anna Marino: [00:00:36] La prima domanda parte proprio dalle origini… dal nonno.

Diana Bracco: [00:00:40] Sì…

Anna Marino: [00:00:41] …Nonno da ricordare, e… ovviamente da cui lei - ho letto - che… afferma di aver preso… di dovere molto, ecco, di aver preso molto… Ci può raccontare, appunto, di Elio, il primo di quattordici figli, che nasce nel 1884… da una famiglia di patrioti istriani, a Neresine di Pola, e di come si è avvicinato poi a quella che è diventata la passione oltre che, insomma, di un'attività… un'attività di famiglia, ecco.

Diana Bracco: [00:01:13] Ma mio nonno è morto che io avevo… diciott'anni, ed era una persona - lo dico adesso a posteriori - estremamente brillante e molto intelligente. Fra l'altro io sono la prima di sei nipoti - veramente cinque più c'è un'altra cugina... - e lui aveva per me una… non giusta, forse, preferenza, ma forse ero la prima, per cui, lui mi face… mi scriveva delle lettere, io dei plichi… degli inviti, delle cose... E, in effetti, quando si è giovani non si apprezza tutto questo, No? Poi a posteriori torni, e vai a cercare la storia della famiglia e delle origini e capisci quanto sia importante invece la personalità di chi ti ha preceduto. E s… In effetti, loro sono… originari di questo paese che è Neresine, sull'isola di Lussinpiccolo. Io sono... Ecco, una cosa molto importante di mio nonno è che… lui fu prima… irredentista per l'Italia contro l'Austria-Ungheria - e per questo fu in prigione, in campo di concentramento con tutta la famiglia - e poi lo fu per l'Italia, nei riguardi della Jugoslavia di Tito. Quindi, lui, quando ha lasciato il suo Paese - e questo è stato molto presto, dopo la prima guerra mondiale, diciamo negli anni venti – poi lui non è più tornato. Quando era diventato adulto ed anziano - e ha potuto farlo - si era comprato una barca a vela, e con quella andava per mare e diceva al suo… marinaio, Salvatore: "Salvatore Va’…” - “Come,dottore dove la porto?" - "Vai dove ti vol" - che vuol dire “va’ dove vuoi" - ....Perché, a lui bastava il discorso del mare, del colore e dell'andare. E io capisco, a posteriori, cosa gli dev'essere pesato mai più tornare, non poter tornare - perché non poteva tornare, c'era la Jugoslavia, e lui non ha potuto tornare - è morto che non ha potuto tornare. Questo è importante: la tristezza dell' esule. Non l'ha mai messa in evidenza, lui è stato presidente del… degli esuli - adesso se ne può parlare perché è venuta fuori tutta sta fioritura di, di, di, di… esilio, foibe e compagnia, ma non se ne è parlato per tanto tempo - lui aveva fatto il presidente del…gli esuli giuliano-dalmati - che poi la sede era a Roma – e lì aveva aiutato, aveva fatto, eccetera... Un personaggio... Comunque nella sua storia… Austro-Ungheria e quindi ha imparato il tedesco, poi ha imparato anche il russo perché era eh... e va beh… e ha conosciuto - ma casualmente - un signore tedesco… un signore tedesco che l'ha preso in simpatia - come dico era una persona eccezionalmente simpatica, molto brillante, intelligente - questo signore, era il direttore generale di un'azienda farmaceutica tedesca, che era poi la <em>Merck</em> di Darmstadt. Lì nasce all'inizio, negli anni venti, questa amicizia che cresce, cresce dando a questo signor Elio Bracco la rappresentanza dei prodotti <em>Merck</em> per l'Italia... cresce attraverso questi decenni, poi c'è… la tragedia della guerra mondiale, quindi il discorso di una <em>Merck</em> distrutta, quindi la necessità da parte di mio padre – il figlio primogenito – di ricreare una realtà industriale <em>ex novo</em>.

Domanda a scelta singola

Nel parlare di suo nonno, Diana Bracco parla di “tristezza dell’esule”, perché: