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Intervista a Guglielmo Petroni (rispondi alle domande)

Comprensione scritta B1-B2

IL RAPPORTO CON I GIOVANI

Leggi il testo della trascrizione del frammento dell'intervista e scegli la risposta giusta.

Paola Montefoschi: [00:17:02] Nei suoi libri spesso ha affrontato il problema del suo difficile legame con il padre, con la figura paterna. Ora le chiedo qual è il suo rapporto con… con i figli e in generale con le giovani generazioni?

Guglielmo Petroni: [00:17:24] Io penso che, avendo avuto una vita estremamente difficile, essendo stato un bambino disadattato che ripeteva la prima e la terza elementare perché non era adatto allo studio, non era adatto alla convivenza che alla scuola è necessaria, avendo poi - per ragioni particolari, che io ho de… ho descritto nel Nome delle parole, che qui sarebbe lungo ripetere - trovato la via della cultura e della creatività, ed essermi anche inserito discretamente nel… nel mondo della cultura letteraria, credo che possa essere oggi il più… uno dei più adatti a capire come ci si deve comportare con le nuove generazioni. Cioè, avendo sofferto molto, avendo faticato immensamente e pagato duramente di persona la propria cultura e la propria conoscenza del mondo, oggi posso dire di essere in grado, di sentirmi a mio agio di fronte a… alle nuove generazioni, di fronte, del resto, al mondo contemporaneo come si presenta. I miei figli ho cercato di educarli con grande libertà e… con un certo modo che è tutto fatto di suggerimenti e non di imposizioni e, per quel che riguarda i miei figli, oggi posso dire che sono contento. Ma io ho molti rapporti con i giovani - con i giovani e i giovanissimi - molti perché vengono a trovarmi, mi scrivono eccetera, e molti perché io tutti gli anni incontro, nelle scuole specialmente, migliaia di giovani e mi trovo con loro veramente bene perché i… prima di tutto mi metto davanti a loro, spiegando subito che non sono il professore: uno scrittore non è mai professore anche davanti a una scolaresca, ma è un uomo che ha delle esperienze, è un testimone che porta la sua testimonianza e la sua conoscenza spe… che può servire specialmente ai più giovani. Questo già mi serve per avere un contatto diretto. Poi debbo dire che in certi casi ho imparato più io che loro, oppure abbia… ci siamo insegnati qualche cosa a vicenda. Io ricordo di un ragazzo che in un… in un liceo - in terza liceo in Calabria - mi fece una domanda che sembrava sciocca dopotutto, mi disse: “Che cosa pensa lei… per cultura? Che cos'è la cultura?”. Io stavo per rispondere che era una domanda senza risposta, perché la cultura è tutto, ma invece mi venne il fatto di… di… di dire qualche cosa che io stesso non… non sapevo di sapere prima e cioè gli dissi: “Mi espri… mi… mi… mi esprimerò con una specie di… di parabole, di paradossi, però se li capite bene contengono tutta una verità”. E gli dissi: “Io posso conoscere un contadino analfabeta, che però per ragioni della sua capacità di capire il mondo, è… è… è… ha… ha… ha compreso e vissuto tutta la sua vicenda di contadino e sa cos'è il giorno e la notte, sa cosa sono le stagioni, sa cos'è il lavoro dei campi eccetera, è un uomo colto e posso conoscere un uomo che conosce tutti i libri del mondo e ve li sa ripetere e non è un uomo colto”. E vidi che mi avevano compreso, anche se si agitavano un po' perché pensavano ai professori. Allora gli dissi: “State attenti che non è finito perché, mentre la cultura è un fatto di conoscenza propria personale, la possibilità che questa cultura diventi qualcosa di utile per gli altri si… si… si realizza soltanto con gli strumenti. E quel signore – per… per paradosso si capisce - che conosce tutti i libri, ma non è un uomo colto è lo strumento per il quale la cultura può diventare patrimonio di tutti”. E siccome rimanevano un po’ perplessi mi venne in mente di… di… di… di fargli un paragone semplice. Dissi: “Pensate alla… a Michelangelo, alla… alla… alla Pietà di Michelangelo. Michelangelo l'aveva in mente ed era suo patrimonio culturale, lui stesso era ricco di questa… di questa conoscenza, ma se non avesse avuto gli strumenti per comunicarla agli altri sarebbe morta con lui. Inve… invece attraverso gli strumenti - che in questo caso non sono i libri, ma sono lo scalpello, le mani, il martello - ha potuto comunicare agli altri, è diventata patrimonio di tutti ed è diventata qualche cosa che ha arricchito il… il patrimonio umano”. E con questa… discorso io ebbi u… una soddisfazione immensa perché avevo scoperto qualche cosa che era in me stesso e che poi mi è servito per… per Il nome delle parole. E… e… mi accorsi che avevo detto qualche cosa che anche i ragazzi di… di quel genere avevano recepito perfettamente.

Domanda a scelta singola

Quando a Guglielmo Petroni è stato chiesto che cos’è la cultura lui ha risposto che: