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Galeazzi, Lucilla - 2022

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Trascrizione

Felice Liperi: 00:00:00 Allora eccoci qua, accomodati. Allora, bentrovata Lucilla Galeazzi in questi storici luoghi della ex-, come piace chiamarla a me, Discoteca di Stato, per raccontarci un po' la sua, il suo diario personale, la sua storia artistica, la sua vicenda musicale. E vorrei cominciare proprio dall'inizio, dai primi, dalle prime esperienze che credo siano state importanti. Un luogo importante per la tua vita, il luogo d'origine che è Terni, ma a cui sei tornata anche recentemente per, per ragioni personali, fra Roma e Terni. Però Terni importante, perché lì c'è un ci sono due incontri di cui vorrei che mi raccontassi e cioè con Valentino Paparelli e con Alessandro Portelli.

Lucilla Galeazzi: 00:00:49 Certo.

Felice Liperi: 00:00:49 Che cosa è stato, questi due incontri che cosa hanno rappresentato?

Lucilla Galeazzi: 00:00:53 Beh, hanno mi hanno cambiato la vita, letteralmente cambiato la vita, perché io quando quando ho incontrato Valentino, io ero l'insegnante di sua figlia. E un giorno il...io faccevo cantare sempre i bambini. La prima cosa che si faceva, si arrivava a scuola e si cantava. Poi cominciava tutto il resto, perché io mi ero accorta che i bambini, specialmente quelli più piccoli, arrivavano con le lacrimucce. Quel giorno non volevano venire, perché poi magari era nato un fratellino o una sorellina. Erano gelosi, volevano rimanere con la madre, chissà che poi la mamma li abbandonasse. E allora sua figlia, sua figlia, la figlia di Valentino Paparelli, veniva a scuola nella mia classe. Allora, sì, la moglie gli dice, perché lui veramente lavorava molto. Gli dice "Guarda che, sai che c'è una ragazza che gli insegna le canzoni ai bambini", eccetera eccetera. E così, siccome lui si occupava 00:02:00 di musica tradizionale, aveva fatto già ricerche, prima ancora di conoscere Sandro Portelli, aveva fatto parecchie ricerche in città, ma doveva andare adesso fuori, perché lui in realtà non era nato a Terni. È nato in un paese, un paesetto che sta sopra proprio il lago di Piediluco e lì aveva conosciuto dei cantori tradizionali, eccetera.

Lucilla Galeazzi: 00:02:27 E allora mi dice "Senti Lucilla, ma a te piacerebbe fare queste cose?" Ma dico "Io non lo so com'è questa canzone". Per me le canzoni tradizionali erano le canzoni che sentivo cantare da mio padre, del canta, del Cantamaggio, no, no? A Terni ce sta questo. Il Primo Maggio si festeggia anche col Cantamaggio, che era fatto da, era proprio una...Erano le feste di maggio che diventavano urbane. Mentre prima si andava a cercare nelle case, si cantavano le canzoni, 00:03:00 si chiedeva in...I cantori chiedevano un po' di cacio, un po'de...'na di bottiglia di vino, datece questo, da... Ed erano poi, alla fine, i cantori facevano la festa tra di loro. A Terni diventa urbano, quindi non è più quello che con i cantori che vanno in giro, ma ce stanno i carri di maggio e ogni quartiere fa il suo carro di maggio. Gelosissimi, perché alla fine c'è quello che vince. E quello che vince, andrà in giro per tutto il mese, a girare per tutti i quartieri di Terni, a cantare, a portare. Naturalmente la gente regala, gli fa un po' di doni, questo e quell'altro.

Felice Liperi: 00:03:48 Quindi queste erano le cose che tu conoscevi.

Lucilla Galeazzi: 00:03:50 Io sì, esattamente. Un giorno mi dice "Ma tu vorresti venire a vedere come si fa la ricerca?" eccetera e io ho capito 00:04:00 perché mi ha portato, perché mi ha portato intanto in un posto sperduto da Dio e dagli uomini. In...non nella provincia di Terni, già nella provincia di Perugia. E però che continuano a parlare dialetto ternano, anche molto forte. Dico "Però io lavoro, io esco alle quattro", "Non ti preoccupare, andiamo su con la macchina mia". Come prende la macchina venne giù un temporale, un temporale, io una paura avevo, andava queste strade, così piene, piene di fango. Finalmente smette di piovere, andiamo, andiamo su una collina che io non avevo mai...cioè non sapevo che l'Umbria era anche quella. Per me era Terni, Piediluco al massimo e che, che era il nostro mare, perché in famiglia mia era modestissima, quindi non si poteva andare al mare, andavamo a far bagno a Piediluco e tornavamo 00:05:00 cotti come...primo sole. C'erano quattro mesi prima de fa' passare le piaghe. Quindi mi porta in questa, in questo posto in provincia sempre di Terni, ma veramente l'ultima, l'ultima, l'ultima provincia. L'ultimo paesetto e io uscivo alle quattro, quindi lui mi viene a prendere le quattro, andiamo da uno che ci porterà da questo cantore. Tra una cosa e l'altra, l'acqua, il viaggio, c'eravamo sbagliati de strada perché lui non conosce, non la conosceva bene eccetera eccetera arriviamo molto tardi. Arriviamo da questo che si chiama, guarda un po', Primo. Prima andiamo da uno che ci porterà da Primo. Allora arriva Primo, arriva. Arriviamo lì nel buio più assoluto, ma buio, buio, buio, buio, buio. Allora questo che ci accompagnava dice "Primo te l'avevo detto, no, che veniva sto professore, affacciate 'n po'". 00:06:00 Se guerra, era, erano le dieci, vediamo che sta a dormì quello. "Senti un po', ma mi avevi detto che saresti, avresti cantato". Silenzio. "Ahò, però io te l'ho detto, mo'te lo scordi? Guarda che è venuto il professore per te." Poi alla fine fa quello che "E' venuto il professore con una signorina".

Felice Liperi: 00:06:26 A quel punto....

Lucilla Galeazzi: 00:06:28 Apre immediatamente, con l'occhi così che gli brillano. " Eh, signorì, e signorì, je piace, je piace a casa mia?". Non era una casa, non era una casa. C'erano le sedie che avevano perso l'impagliato, quindi erano pezzi di legno. Credo che non ho mai sofferto in vita mia come su 'sto pezzo de legno.

Felice Liperi: 00:06:53 Una situazione modesta....

Lucilla Galeazzi: 00:06:54 No, non è per essere modesta....E allora lui...C'aveva ragione Valentino, perché questi cantori hanno sempre bisogno di, di dare questi canti a qualcuno, che può essere una signora che sta sulla finestra, che poi naturalmente gli darà qualche cosa, in roba da mangiare eccetera. Per questo mi aveva portato, perché se non gli porti la persona che ispira il canto, quelli non te cantano.

Felice Liperi: 00:07:24 Quindi quella è stata la prima, diciamo il primo approccio con Paparelli.

Lucilla Galeazzi: 00:07:28 Primo, il cantore che si chiamava Primo e per me la prima registrazione. Io non registro niente naturalmente, era Valentino. Questo ha cantato talmente tanto, che alla fine dobbiamo, abbiamo smesso, perché il Lower in cui registrava era finita. Ma lui era talmente eccitato del fatto che poteva cantare davanti a una donna, perché le donne che stavano lì intorno erano quattro, cinque casette, erano persone come, come lui, cioè che c'avevano 80 anni, 70 anni 00:08:00. Insomma e poi soprattutto li conosceva, quindi era una cosa...quindi mi ha dedicato tutto il tempo "T'è piaciuta signorì, t'è piaciuta?".E a voglia se m'è piaciuta.

Felice Liperi: 00:08:11 Quindi quella diciamo il primo repertorio.

Lucilla Galeazzi: 00:08:13 Questo è il primo repertorio che ho sentito cantare. Dopodiché Valentino, naturalmente siamo tornati a casa. Io il giorno dopo non so' andata a lavorare. Eran le quattro e mezzo quando siamo ritornati. Quindi dopo Valentino mi ha fatto sentire la registrazione eccetera eccetera. Ed era l'ottava rima. L'ottava rima sono queste, questi otto rime di improvvisazione. Come il primo fa si, si, fa la rima col terzo e col quinto. Il secondo, col quarto e con il sesto. E il settimo e l'ottavo tra loro. Questa è la cosa.

Felice Liperi: 00:08:55 Questo è stata la prima cosa. Poi invece la scoperta di un repertorio anch'esso popolare, con il lavoro in Valnerina e lì c'è stato il rapporto con, con Portelli, perché pure Portelli ha avuto un rapporto molto importante con Terni.

Lucilla Galeazzi: 00:09:09 Come no, certo.

Felice Liperi: 00:09:10 E quindi? Com'è andata?

Lucilla Galeazzi: 00:09:11 Quindi loro già si conoscevano, con Paparelli e no, è andata benissimo. Però il grosso, il grosso è stato quello di, di Valentino. Perché veramente abbiamo girato a quel punto, sulle montagne, siamo andati fino a...Nel reatino a registrare. Poi siamo andati nella provincia di Terni, ma abbiamo registrato insieme un, una bellissima canzone, che io non ho mai più trovato. Tant'è vero che un giorno la stavo cantando, durante un momento di pausa ai miei amici, che era Pasqua, quindi lui stava facendo un lavoro, era direttore 00:10:00 del teatro e mica, mica poteva far solo il nostro....dove andare a vedere, pure quello che stavano facendo, le opere eccetera. Quindi ci lascia un po' tranquilli e dico allora agli altri, era Pasqua "Ma voi a Pasqua che cantate?" E lui dice "E i miei amici cantano", me cantano un canto di Pasqua, un altro che veniva dalla Puglia, me conta una cosa, un altro che veniva dall'Inghilterra, mi canta un canto. E poi? C'era anche Fausta Vetere che canta un canto così e io accenno una, una cosa che avevamo registrato con Valentino che dice "Correte sorelle, correte, sù sù, che morte crudele che ha fatto Gesù! Che morte crudele che ha fatto Gesù!". E poi comincio dai piedi. "I piedi beati del nostro Signore, sono stati inchiodati con grande dolore. La panza beata del nostro..." Mentre sto cantando ritorna lui, 00:11:00 Roberto e dice "Ma duve l'ha truvata sta canzone?". Ma io veramente non l'ho trovata, l'abbiamo trovata insieme a Valentino Paparelli, "Ma voi me lo dovete dare, queste le parole e anche le note, perché questa è importantissimo, questa è importantissima! E' la scomposizione del Corpo di Cristo!"

Felice Liperi: 00:11:20 Eh certo, in effetti...

Lucilla Galeazzi: 00:11:21 Che non...mai! Mai, non è, non si scompone. Ma io mi ricordo che la prima volta che ho cantato al Circolo Gianni Bosio, che stava, tu lo sai dove stava a San Lorenzo, io c'avevo davanti due persone: Lanternari e Di Nola.

Felice Liperi: 00:11:44 Quindi il Gotha, dell'antropologia

Lucilla Galeazzi: 00:11:47 Il Gotha, il Gotha. Canto questa "Correte Sorelle" e io vedevo...Perché Lanternari era era, insomma non era napoletano quindi era più posato, quell'altro faceva "Mannaggia...[...]" Come 00:12:00 finisco si alza fa "Ma dove l'hai truvata sta canzone?", anche...

Felice Liperi: 00:12:06 Quelle stesse parole...

Lucilla Galeazzi: 00:12:07 Ma le stesse parole, dice "Guardi, l'ha trovata Valentino Paparelli..." "Ma questo èimportantissimo, è la scomposizione del corpo di Cristo!".

Felice Liperi: 00:12:17 Ho capito. D'altra parte, da qui viene fuori quello che ovviamente gli antropologi sanno benissimo, gli studiosi, che il racconto del sacro, del profano viene attraverso le canzoni, che sono queste, come hai accennato splendidamente perché così...

Lucilla Galeazzi: 00:12:35 Certo, il corpo di Cristo non è possibile che tu lo, lo scandisci in parti. Capisci perché è, perché è Dio, Dio non è, non è un uomo qualsiasi e invece questi due, sia quella, lui che quell'altro erano rimasti, cioè affascinati da questa cosa, veramente affascinati. Gli ho dovuto far dare tutte le note, 00:13:00 gli ho mandato le cose...

Felice Liperi: 00:13:01 Questo perché questo è il compito del cantori...

Lucilla Galeazzi: 00:13:02 Ma io sono, ma io sono stata molto, molto,molto contento di darglielo, questa cosa perché lui come Lanternari, come lui Lanternari e l'altro, e Di Nola avevano capito che cioè...Il corpo di Cristo. Questo è Dio. Non si scompone, non si scompone, non si scompone. C'è quindi, invece era proprio questo Cristo è a pezzi, è umano. Capito? Cioè, no, è perché infatti veniva cantato durante la Pasqua.

Felice Liperi: 00:13:31 Durante la Pasqua, certo.

Felice Liperi: 00:13:32 Poco prima, dopo la Settimana Santa. Ma invece poi dopo voltiamo pagina, si va avanti e questo tipo di esperienze si incrociano con un'altra persona molto importante della tua carriera, che è stata Giovanna Marini. Come è andato questo incontro quando è cominciato?

Lucilla Galeazzi: 00:13:50 Allora, anche questa è una follia. Dunque Giovanna doveva cantare a Terni e allora chiama e dice "Guarda che io 00:14:00 sto facendo delle prove" e dice alla persona che aveva organizzato "Ma non potete..." Perché lei mi ha sentito cantare..."Ma non potete dire a Lucilla se per cortesia magari introduce lei. Io arriverò più tardi, più tardi". Eh vabbè. E allora Valentino mi chiama, vado a cantare in questo circolo culturale degli operai della Polymer. E mentre sto cantando la prima canzone arriva lei. Dico "Ma Giovanna, vieni?", "No, guarda che pensavo di far più, più tardi. E invece sto qui, anzi mi riposo. Mi fa molto piacere vederti, sentirti". Perché gliene aveva parlato Valentino, ma non mi aveva mai sentito. E senti dice "Brava, brava, brava, veramente brava. Senti, io la prossima settimana devo andare, devo partire. 00:15:00 Mi piacerebbe che tu venissi". Io però posso venire solo il sabato, perché lavoravo come maestra, dico prendo il treno io...Il sabato facevamo la giornata che i bambini venivano presi alle una, quindi mi sono precipitata alla stazione. Vado da Giovanna e come cominciamo a parlare come avrei potuto collaborare eccetera eccetera. Mentre stiamo parlando arriva una telefonata, si alza, che c'aveva lontano e fa "Ah, e mo'? Ma non puoi venire?". Attacca il telefono. "Una delle cantanti che deve venire stasera, dovevamo andare a Mantova, non 00:16:00 può venire. Ma tu che fai?" E dico "Giovà, ma io che ne so quello che cantate? Non so, non ho mai cantato". "Vabbè, allora facciamo così. Cominci a fa, la conosci? No. Non la canti. Conosci? No. Non la canti. A conosci? Sì. La canti.". Quindi era non la canti, la canti, non la canti. Così io chiamo mia madre dico "Mamma, non torno a casa, perché che vengo a fa? Cioè vengo...". Purtroppo mio padre era già morto e io avevo diciassette anni quando ho perso mio padre. E, e mi dice mamma "Poi dopodomani come fai?", "Vabbè ma ritorno, ritorno, ritorniamo la stessa notte e poi la mattina dopo prendo il treno presto e vengo lì a lavorare". "Madonna mia, tu se matta, fa tutte ste cose!", "Eh vabbè, 00:17:00 mamma lascia perde' ". Partiamo, se facciamo le prove sul pulmino. Il gruppo era cosiffatto. Giovanna, io, le due sorelle Di Nola e un'altra ragazza che sostituivo io. A no, e due, due figlie piccolette di quattordici anni, due figlie di due amiche sue, che si portava dietro. Questa che non è potuta venire ero...Facciamo le prove sul pulmino. Detto "Giovà, io questo no m'a imparerò mai.","Vabbè fa quello che te pare canta, Cinturini, tanto è l'8 marzo". Era l'8 marzo, no? Bene, arriviamo col sudore, proprio lo giuro. Sai che cos'era? Non sai che cos'era, Roma-Mantova? Ci abbiamo messo duecento anni. Duecento anni. Non è come adesso. Prima c'era, c'era un pezzetto di autostrada, poi era tutta un'altra strada.

Felice Liperi: 00:17:59 Statale così.

Lucilla Galeazzi: 00:18:00 Esattamente la Statale. Insomma, arriviamo. Facciamo un piccolo soundcheck in questa stanza molto bella. Cominciamo a cantare. M'ha detto quello che tu non conosci, sta zitta e andiamo avanti. A un certo punto la terza canzone. Si alzano due, era la festa della donna, quindi era pieno di donne, più tre ragazze e due ragazzi. Ma nessuno gli ha detto caccia, cacciateli perché era Festa delle Donne. Eh, questi qua se alzano e dicono "Noi siamo venuti qui, perché dobbiamo parlare di quello che è successo all'Università di Roma, con le botte che hanno dato ai, ai ragazzi che sono andati lì a contestare.". Era uno della CGIL.

Felice Liperi: 00:18:58 Ah come no, nel '77, Lama.

Lucilla Galeazzi: 00:19:00 Lama, esattamente Lama. "Perché questa è una cosa importante" e allora tutti quanti "Ah ma questa è la Festa della Donna" in mantovano, naturalmente, e questi non se ne andavano e questi non se ne andavano. Dico "Sentite, ah, siete andati a rompere l'anima a uno come, come Lama, che è un signore, che è un signore. Mo' però se voi non ve ne andate da qui, mi levo la scarpa e ve la tiro.".

Felice Liperi: 00:19:26 Ma quindi veramente uno scontro...

Lucilla Galeazzi: 00:19:28 Una vera compagna...Questi qua hanno capito, non tanto che gli tiravo le scarpe, ma a quel punto si era creato una, prima molto dolcemente li hanno lasciati parlare, ma siccome questi era un ora che stavano a parlare, quelli avevano pagato un signor biglietto per sentirci.

Lucilla Galeazzi: 00:19:46 Capito? Quindi cacciati, finalmente cantiamo, con tutti i sudori qui, tutti quanti, perché poi questa cosa era stata molto, emotivamente molto forte. Va bene, l'indomani 00:20:00 dicono "Ah, voi non potete partire se non andate, se non mangiate una specialità di Mantova". Ci portano delle cose molto buone, mentre dopo che abbiamo mangiato dico "Ma che, che cosa so'?" "Palle di toro". E erano buonissime! Se poi..., te lo posso giurare che erano buonissime.

Lucilla Galeazzi: 00:20:23 Io pensavo che fosse una cosa, sì delle polpette. Insomma, niente. Dopo pranzo prendiamo 'sta strada, prendiamo 'sta strada. E se ferma la macchina di Giovanna. Dopo un trecento chilometri. Dico, ma che succede? E che ne so, non lo so. Insomma, non so che cosa s'era rotta, se era rotta quella che dava la luce e il motore e tutte quelle cose lì.

Felice Liperi: 00:20:54 Insomma per cui si blocca la macchina. E quindi a quel punto che fate?

Lucilla Galeazzi: 00:21:00 Camminiamo lo stesso.

Felice Liperi: 00:21:01 A piedi.

Lucilla Galeazzi: 00:21:02 No, no no no, no. Cioè questo camminava, però non funzionavano ad esempio, le luci, non funzionavano i fari...

Felice Liperi: 00:21:09 L'impianto elettrico era saltato...

Lucilla Galeazzi: 00:21:10 Esattamente. Allora, andiamo, continuiamo così, con le bambine dietro che dicevano" Mi fa male la pancia", dico "Chissà che vi siete magnate", perché ogni volta che ci fermava...ce fermavamo loro facevano incetta di caramelle.

Felice Liperi: 00:21:32 Una piccola colazione abbondante...

Lucilla Galeazzi: 00:21:32 Va bene, alla fine sta macchina non ce la fa più, non ce la fa più. E allora chiamiamo Paolo Pietrangeli, che a quel tempo era il suo compagno. Viene il padre di una delle bambine. Io mi prendo l'ultimo treno che ci stava, per andare da Orte a Terni e lasciano la macchina là perché non camminava più. La mattina dopo, anzi il pomeriggio dopo, e 00:22:00 mi chiama Giovanna e dice "Senti, sai come andava a finire? La pupetta che piangeva sempre, che je faceva male a pancia, immediatamente fatta un'operazione perché c'aveva..."

Felice Liperi: 00:22:11 Appendicite.

Lucilla Galeazzi: 00:22:12 Appendicite.

Felice Liperi: 00:22:13 Ma pensa te, vabbè quindi un dramma.

Lucilla Galeazzi: 00:22:16 Poi, lei 41 de febbre. Insomma voglio, voglio dire...Questo è stato il mio battesimo.

Felice Liperi: 00:22:25 Il battesimo con Giovanna Marini. Poi dopodiché però, avete realizzato delle opere importantissime, un meraviglioso album.

Lucilla Galeazzi: 00:22:30 Meraviglioso.

Felice Liperi: 00:22:31 E quella che cosa è stata per te? Che esperienza è stata? Perché, perché Giovanna, diciamo che lei è una musicista straordinaria, è una testimone importantissima. Ha rivoluzionato il modo di, di proporre la musica popolare. E conosciuta in tutto il mondo, in particolare in Francia, è una delle figure musicali più, più stimate più celebrate. Ecco quel tipo di esperienze lì, che, che cosa hanno rappresentato per te come, in termini di maturazione? 00:23:00

Lucilla Galeazzi: 00:23:01 Sono stati straordinari, straordinari, perché cantare le cose che Giovanna scriveva, perché quelle che avevamo cantato quella sera erano...

Felice Liperi: 00:23:12 Erano popolari, di tradizione.

Lucilla Galeazzi: 00:23:14 Ma cantare le cose che Giovanna scriveva. Era forse la prima, la prima Giovanna perché poi è diventata sempre più classica, diciamo. Lei faceva queste canzoni meravigliose, I Treni per Reggio Calabria, un capolavoro totale, totale. Io ogni volta che la sento cantare, a pensare a, mi vengono giù le lacrime, mi vengono giù le lacrime. Questa prima parte di questo quartetto, è stato molto bello, molto, molto bello. Che...in qualche maniera lei ha veramente...fatto qualcosa di straordinario, veramente a livello di, 00:24:00 di scrittura, scrittura musicale. Ma poi come lei raccontava, la gente moriva dalle risate, cioè lei raccontava la cosa terribile, di quello che, che a momenti lo buttano dal treno eccetera eccetera e tutto faceva ridere. Cioè c'era questa cosa, questa cosa incredibile, no? Incredibile. E questo è stata un'esperienza straordinaria, perché non soltanto ho, ho dovuto imparare a cantare. Quindi ho cominciato a prendere lezioni di canto eccetera eccetera. Mettere a posto la voce...

Felice Liperi: 00:24:34 Perché scusa, ti interrompo a quel punto, il tuo canto, le preoccupazioni di tua madre e la prima esperienza...stavi diventando una professionista, quindi?

Lucilla Galeazzi: 00:24:44 Assolutamente sì, assolutamente sì. Allora prima ho preso una, un anno di...Volevo vedere, perché siccome erano già sei anni che lavoravo, potevo chiedere al Comune, perché i 00:25:00 bambini erano...Era comunale quella scuola...Sì, un'aspettativa e quindi mi hanno dato...Un anno. Però mi ha detto "Guarda che questo non ti dà, non ti darà la pensione però quest'anno qui". Ho detto "Vabbè. Tanto guadagno comunque". E poi dopo questo anno ho deciso proprio e vado e dico "No, chiudo con la scuola". Faccio a tempo a dì chiudo con la scuola, mia madre mi dice" Lucilla è arrivata una lettera". Bah, apro 'sta lettera. C'è scritto che ero diventata di ruolo alle scuole elementari e mia madre dice "Adesso non è che lo butti via, questo insomma". Dico "Mamma sì che lo butto via, non è che lo butto via. Io voglio fa quest'altra cosa, io son...". "Tu se' matta figlia mia! Tu se' matta! Ma non capisci? E se te succede qualcosa?". "Non mi succede 00:26:00 niente, mamma!". Facevo tutte corna così. Me starò de una salute meravigliosa.

Felice Liperi: 00:26:06 Quindi, quindi hai fatto, preso questa decisione? A proposito di lavori con la Marini, volevo chiederti una tua, un tuo ricordo - visto che quest'anno è un anno pasoliniano molto importante - perché si è celebrato, si è ricordato il centenario di, di un artista incredibile, che ha fatto cose meravigliose in tutti i campi, perché veramente l'unico che possiamo dire che è stato grande nel cinema, nella letteratura, addirittura anche nella pittura...

Lucilla Galeazzi: 00:26:39 Ma pure nelle canzoni ...

Felice Liperi: 00:26:39 Nelle canzoni quindi che...quel lavoro su Pasolini che, che ricordo hai?

Lucilla Galeazzi: 00:26:46 Bellissimo, bellissimo. "Persi le forze mie, persi l'ingegno. La morte m'è venuta a visitare. E leva le gambe tue da questo regno. Persi le forze 00:27:00 mie, persi l'ingegno.". Questa canzone, che è una delle più belle di, di Giovanna. Ma io...cioè, son annissimi che non la canto e mi viene sempre. Perché è talmente forte, talmente forte. "Non può, non può più parlare, non più parlare. Non può.." Finivamo con una specie di lamento funebre, il lamento funebre come fanno, che si battono il petto, le cose no, come si faceva nel sud e...Io glielo trovo un capolavoro totale.

Felice Liperi: 00:27:36 Vero? Oltretutto poi, diciamo la verità che certo, adesso ci sono stati cent'anni. Pasolini viene ricordato in molte occasioni, si è sempre ricordato. Però bisogna dire la verità, la Marini è stata una delle prime a dedicare un lavoro...

Lucilla Galeazzi: 00:27:50 Assolutamente!

Felice Liperi: 00:27:52 Su, a Pasolini e a riscoprirne anche certi aspetti che la gente non conosceva. Stiamo parlando di molti anni fa.

Lucilla Galeazzi: 00:28:00 Sì, ma lei mi ha raccontato che andavano in giro al mare, per parlare sulle cose che dovevano fare. E poi un giorno, apri il giornale...Ucciso con una, su una macchina eccetera eccetera eccetera, che è una bugia totale, perché lui non avrebbe mai preteso da un ragazzo di fare una cosa che lui non voleva. Non proprio, non era nella sua intimo, era, era una persona dolce. Se quello non voleva, lui avrebbe girato la macchina e se ne sarebbe tornato a cercare qualcun altro. Lì è stato il fatto, una cosa importante quello che era successo, che lui aveva, aveva fatto...Aveva irritato quelli della Magliana, quelli lì. E, e quelli hanno deciso di ammazzarlo.

Felice Liperi: 00:28:59 E quindi dici è stata una vendetta.

Lucilla Galeazzi: 00:29:01 Assolutamente sì. Assolutamente sì.

Felice Liperi: 00:29:04 Lì, da, da, dal lavoro con Giovanna Marini si apre anche un capitolo molto importante della tua vita artistica, penso anche personale, anzi sicuramente, perché ti apre un grande rapporto con la Francia. Perché purtroppo questa è una cosa che dobbiamo dire, ripetiamo continuamente, la Francia ha sempre avuto un grandissimo rispetto per la musica sua, la difende e per la musica italiana. Citavo, dicevo prima a proposito della Marini, ma anche nei tuoi confronti, perché in Francia ho hai fatto moltissime cose, continui a lavorare certo ecco e quindi...

Felice Liperi: 00:29:44 E quindi che differenze ci trovi? Al di là di questo che ho appena detto, che noi purtroppo, noi italiani abbiamo una ricchezza straordinaria di musica, però non abbiamo questo grande rispetto per il nostro patrimonio. Ma non è solo questo, qual è la differenza del rapporto che hanno i francesi con la musica e noi 00:30:00 che hai trovato? Perché tu lavori molto anche in Italia, naturalmente però...

Lucilla Galeazzi: 00:30:04 Beh, in questo periodo...

Felice Liperi: 00:30:05 Beh, adesso nessuno, dopo il Covid, è stata un massacro per tutti.

Lucilla Galeazzi: 00:30:10 Allora la...Intanto prima di tutto, invece di fare le cantine, perché quello facevamo più o meno...Ehm, abbiamo cantato in teatri straordinari. E cioè dei teatri grandi, sempre pieni, sempre pieni. Non c'era mai un posto. Pensa che a un certo punto c'erano cinque persone che volevano assolutamente stare a vedere sto spettacolo. Non sapevano, così Giovanna ha detto "C'avete cinque sedie?". Dietro a noi, ha messo ste cinque sedie, co' le persone che stavano seduti e noi cantavamo al pubblico.

Felice Liperi: 00:30:51 Quindi tu dici, prima di tutto anche un riconoscimento sul piano proprio dei luoghi in cui veniva proposta questa musica, che adesso oggi noi abbiamo a Roma da, da, finalmente da qualche anno un Auditorium, però, dove anche la musica popolare e comunque questo tipo di musica è riconosciuta. Però c'è stato un lungo periodo in cui, è vero, si, ci, voi, io vi visto tante volte, stava, andavate nelle cantine, i luoghi piccoli, non c'era il grande teatro d'opera o, o il Brancaccio, quello... invece in Francia...

Lucilla Galeazzi: 00:31:27 L'abbiamo fatto i grandi teatri. Qui, intanto quando stai nei grandi teatri ti accorgi che significa essere nei grandi teatri. Perché stai, c'è un riverbero per cui non c'è bisogno dei microfoni e quindi noi cantavamo senza microfono, capito? E per questo, per me questa è stata una novità straordinaria, perché abbiamo dovuto veramente, come dire... ho dovuto veramente studiare la voce, perché suonasse 00:32:00. Perché prima suonava, facevo un concerto alla settimana, no? Ma lì facevo tutte le sere, tutte le sere uno spettacolo di un ora e mezzo, poi mangiavi, andavi all'hotel, la mattina partivi, facevi quattro, trecento chilometri andavi in un altro teatro. Io quando tornavo da queste tournée non... [taglio]

Felice Liperi: 00:32:24 Quindi diciamo che la Francia sicuramente ha dato un grandissimo riconoscimento professionale e degli spazi molto importanti alla vostra musica e alla vostra esperienza. Questo ovviamente ti ha aperto tutta una serie di altre prospettive di lavoro, in settori diversi. Perché io ricordo, dopo il lavoro con la Marini per esempio, l'incontro anche con il jazz, con Paolo Damiani, per esempio...

Lucilla Galeazzi: 00:32:50 Io adoravo...io quando ero piccola, quando sentivo il jazz della radio, perché solo da lì la sentivo e io 00:33:00 ero affascinata, affascinata. C'era una trasmissione che si faceva di...Mi sembra martedì che era di jazz, facevano solo jazz. Io anche da piccola ero molto...Mi piaceva questo ritmo, ho capito tanto, tanto tanto. E io lo ritrovavo anche nella musica popolare, perché il ritmo è fondamentale. Se non c'hai ritmo stattene a casa. Se non c'è il senso del ritmo stattene a casa. O se no canti le, le cose che ne so, i canti di Chiesa, che anche lì ci vuole un po' d'orecchio. Ma quelli scritti no, quelli popolari, perché quelli popolari, i canti di Chiesa popolare sono meravigliosi. Eh...Non so che fa ho fatto. La...poi, sono veramente ho, ho toccato tutti tutti g 00:34:00li stili.

Felice Liperi: 00:34:01 E gli stili in questo caso del jazz. Però qui invece dobbiamo aprire un capitolo molto importante, che riguarda l'incontro con una delle figure più importanti della nostra musica, il nostro teatro musicale, cioè Roberto De Simone. Perché tu hai fatto con lui un'opera importantissima che è lo Stabat Mater.

Lucilla Galeazzi: 00:34:21 Certo, non solo quello eh.

Felice Liperi: 00:34:22 Lo so, però...

Lucilla Galeazzi: 00:34:23 Ne abbiamo fatte parecchie...

Felice Liperi: 00:34:23 Raccontaci...

Lucilla Galeazzi: 00:34:25 Lo Stabat Mater è stato meraviglioso, meraviglioso, veramente meraviglioso. Io mi ricordo, noi stavamo, lui, avevamo, lui non voleva partiture per noi. Noi dovevamo imparare tutto quanto a orecchio. Perché? Perché è più vero, secondo lui, bene? Quindi lui ci, ci mette, ci prendeva un mese prima che arrivassero gli altri e dobbiamo imparare, l'imparare queste, questi canti. Lo Stabat Mater che abbiamo portato anche 00:35:00 a New York, nella chiesa di Saint John, Saint John the Divine e quando noi abbiamo, abbiamo memorizzato... Eravamo quattro donne e quattro uomini. Arriva lei, la meravigliosa attrice greca che, che fa la Madonna.

Felice Liperi: 00:35:22 Irene Papas?

Lucilla Galeazzi: 00:35:23 Eh, certo. E devo dire che Irene Papas era perfetta come Madonna. C'era veramente il pianto della Madonna. E lo facciamo in questa chiesa meravigliosa, che sta proprio al centro di Napoli, grande, con una grandissima croce bizantina. Queste povere cose che ci hanno tutti i merlettini eccetera e noi ci muoviamo su questa croce e siamo quattro uomini, quattro donne e lei che arriva a un certo momento. 00:36:00 Lei naturalmente fa "Donna de Paradiso lo meo, lo tuo figliolo è preso. Gesù Cristo beato, dise che lo si allide"...eccetera eccetera. E, e aveva imparato tutto il, perché voglio dire quello lì è umbro. È un dialetto umbro, seppure ripulito.

Felice Liperi: 00:36:20 Lei greca.

Lucilla Galeazzi: 00:36:21 Lei greca, così.

Lucilla Galeazzi: 00:36:24 Quindi noi stiamo sulla croce, con un un'orchestra che ci accompagna molto, molto poco popolare. Tanto per essere chiari, una musica molto, molto moderna. E però è con, ce stanno trombe, violini, eccetera. Poi quando arriva lei, noi ci mettiamo inginocchiati, alla fine, e lei è la Madonna. Poi 00:37:00 rifai il giro quando se ne va. Rifai il giro di tutta questa gigantesca croce, che stava dentro la chiesa, fa tutto il giro e lì canta in greco. E se ne va via. E noi dietro lei. E l'abbiamo fatta anche a New York. E la cosa buffa è che a un certo punto arriva, arriva la vedova di Kennedy, la quale, come tu sai, s'era sposata in seconde nozze con Onassis.

Felice Liperi: 00:37:37 Con Onassis che era greco e...

Lucilla Galeazzi: 00:37:37 Quindi si conoscevano.

Felice Liperi: 00:37:39 Con la Papas...certo...

Lucilla Galeazzi: 00:37:40 Questa è arrivata con una bottiglia di champagne, che secondo me era diciotto litri. Era la cosa...E abbiamo bevuto tutti, noi, quelli dell'orchestra, il direttore d'orchestra, cioè...

Felice Liperi: 00:37:55 Un riccone.

Lucilla Galeazzi: 00:37:56 E lo so.

Felice Liperi: 00:37:58 Poteva permetterselo. Quindi questa è stata, è stata l'esperienza con De Simone, molto importante perché lavorare con De Simone naturalmente, è stata una grande sensazione, credo. Però poi, invece a proposito invece di compagni coetanei, diciamo con cui tu hai lavorato tanto, anche perché avete condiviso delle origini, non geografiche, perché lui è diciamo perché, perché sto parlando Ambrogio Sparagna, lui viene da un paese vicino a Formia, mentre tu ternana, però avete insieme condiviso delle storie, legate al Circolo Gianni Bosio eccetera.

Lucilla Galeazzi: 00:38:35 E certo.

Felice Liperi: 00:38:35 Ecco, quel, quella fase della tua carriera invece, che con il famoso, col Trillo, era un trio molto particolare, perché c'era la tua voce, c'era l'organetto e c'era un musicista francese, Carlo Rizzo che, che suonava insieme a voi, il tamburello che curioso già questo che fosse...

Lucilla Galeazzi: 00:38:54 Quello che si era creato lui, perché lui si è creato un suo tamburello.

Felice Liperi: 00:38:58 Questo non me lo ricordavo.

Lucilla Galeazzi: 00:38:59 Si è creato un suo tamburello.

Felice Liperi: 00:39:00 Un curioso francese...

Lucilla Galeazzi: 00:39:01 Un suo tamburello, ha messo una specie di doppio tamburello, dentro c'era come una, come una, hai presente un...non so, un tamburo, con la pelle. Veniva messo la pelle e lui, scusate, aveva, poteva fare certe note, per esempio. Poteva fare....delle cose così, oppure però un ritmo....

Felice Liperi: 00:39:35 Questa formazione in trio ha un successo enorme e che ovviamente nella vostra seconda patria, vorrei definirla, la Francia, l'ha portata con grande successo.

Lucilla Galeazzi: 00:39:46 Grande successo veramente, grande successo ed era molto, molto contento, questo che ci faceva girare, che era sempre quello che aveva fatto girare a Giovanna eccetera eccetera e insomma. 00:40:00 È durato un anno e mezzo, a dirti la verità, perché in realtà io avevo molte sollecitazioni di andare con un altro gruppo e quindi questo qua...mi permetteva, per esempio. Eh? Io e Carlo facevamo la professione, lui no, lavorava per la Regione...

Felice Liperi: 00:40:26 Ambrogio Sparagna...

Lucilla Galeazzi: 00:40:26 Quindi moltissime cose le zompava. Allora, a un certo punto abbiamo cominciato a creare anche un trio, con, io con due jazzisti, uno Vincent Courtois, l'altro, non me lo ricordo adesso come si chiama, che si chiamava le Trio Rouge. Eh, era uno che suonava il fagotto, poi suonava un 00:41:00 altro strumento. Che faceva così, no,no, no, no. Era sempre uno strumento a fiato.

Felice Liperi: 00:41:10 Ah, a fiato.

Lucilla Galeazzi: 00:41:11 Sempre uno strumento a fiato. E questo...

Felice Liperi: 00:41:15 Un altro progetto parallello...

Lucilla Galeazzi: 00:41:16 Sì, che si chiamava le Trio Rouge. Rouge perché eravamo tutti e tre comunisti.

Felice Liperi: 00:41:24 Questo, questo dovremmo aprire un capitolo sul fatto che tutto questo mondo era frequentato da, da persone orientate, molto orientate politicamente e questo è stata una caratteristica del, del diciamo del, di tutta l'ambiente del folk revival, diciamolo. E quindi, quella è stata un'altra esperienza importante.

Lucilla Galeazzi: 00:41:46 Bellissima, quanto mi sono divertita! Tu non puoi sapere quanto mi sono divertita, perché facevamo, facevamo, ogni volta ci inventavamo qualche cosa e io devo dire che questa, naturalmente mi piace la partitura, questo 00:42:00 non, non si discute, ma l'improvvisazione mi piace tantissimo, tanto tanto tanto tanto. Quella è la mia anima jazzista.

Felice Liperi: 00:42:08 Anima jazzista che si sviluppa così, anche attraverso l'emissione vocale. E poi c'è stata anche per...prima di arrivare a, diciamo la fase no, conclusiva, perché non c'è conclusiva...perchè tu continui a fare tante altre cose. Il, il periodo anche di collaborazione cominciato con Moni Ovadia. Con Moni Ovadia che può essere, in qualche modo, lo potresti mettere in parallelo con...Tutti diversi naturalmente, con De Simone, nel senso tutti e due musicisti, ma registi teatrali. C'è qualcosa che si può mettere insieme? Perché tu con Ovadia hai lavorato tanto...

Lucilla Galeazzi: 00:42:46 Sì, abbiamo fatto praticamente...Io quando c'è stata la venti, il centenario della...

Felice Liperi: 00:42:58 Della Grande Guerra

Lucilla Galeazzi: 00:42:58 ....della Grande Guerra. Io ho detto, intanto una delle mie passioni è la storia. Io leggo molta storia, molta molta perché mi interessa anche, anche quella del passato, quella romana, ma anche quella dell'oggi. E io dico ma, siccome noi avevamo già fatto qualcosa con Moni, però mescolando canzoni mie, canzoni sue e poi dei, delle cose che leggeva eccetera eccetera...Io gli dissi "Senti Moni, qui c'è il centenario della Prima Guerra Mondiale, vogliamo fare qualche cosa?". E allora lui ha messo le mani sul testo. Io ho messo le mani, ho cercato le musiche che potevano andar bene e quindi abbiamo fatto, abbiamo girato tanto, abbiamo girato tanto, tanto tanto. Siamo anche andati fuori, fuori Italia, abbiamo fatto anche in francese, insomma. 00:44:00

Felice Liperi: 00:44:00 E quanto questo lavoro è collegato invece, qui venendo alle cose più recenti, a, al lavoro che è fatto sulle testimonianze delle donne sulla Seconda Guerra Mondiale, perché perché ritorna poi di nuovo ancora questa passione che dicevi per la storia.

Lucilla Galeazzi: 00:44:14 Esattamente. Faccio, faccio a un certo punto dico, beh, abbiamo girato tanto con lui. Due anni, poi dopo lui ha detto, vabbè. Ognuno per conto suo, giustamente e giustamente, anch'io c'avevo voglia de...E a un certo punto dico, ma le donne nella Prima Guerra Mondiale? Ce stanno, ce stanno perché sono quelle che fanno le crocerossine, sono quelle che fanno le puttane per esempio, no? Vengono portate per, per sollazzare così e quindi questo anche lì, n'altra bella, bel, un libro studiato, così, grande così. E questa volta la prendo, solo cantanti donne. Perché 00:45:00 ognuna di noi rappresenta, no? Questa, queste donne che, che vanno, vanno come crocerossine, vanno come puttane, perché quello devono fare, vanno come religiose. Ci stanno anche le suore.

Felice Liperi: 00:45:23 L'assistenza e...

Lucilla Galeazzi: 00:45:24 L'assistenza spirituale. Certo!

Felice Liperi: 00:45:26 Certo.

Lucilla Galeazzi: 00:45:27 Quindi questa, questa presenza che in realtà quando si parlò della Prima Guerra Mondiale, si parlava delle battaglie, della, quanto è stata sanguinosa, quanto è stato terribile, quanto è stata impreparata. Perché quando siamo andati lì, eravamo veramente impreparati e poi tutto quelli, quando noi siamo arrivati, quelli già stavano in guerra. Loro stavano in guerra per noi, per loro, '15- '18 per noi, no? Per loro è '14 00:46:00 -'18. Cioè per gli austriaci, per noi a '15-'18, perché entrammo un anno dopo e già quelli s'erano sistemati. Quindi noi facemmo una guerra tutta in salita, che come ogni volta che arrivavi sù, ci stava almeno metà di quelli che avevano tentato, che erano stati già ammazzati. E quindi fu una guerra veramente terribile.

Felice Liperi: 00:46:24 Raccontata con un punto di vista totalmente originale, insomma, di fatto quello che c'era, certo prima.

Lucilla Galeazzi: 00:46:30 Con leggendo la storia, perché ti ho detto io sono appassionata di storia, ho detto "Ma porca miseria, ma le donne per la prima volta, per la prima volta sono co-protagoniste, se non protagoniste". Cioè quelle, quelle che stavano negli ospedali e che dovevano assistere a questa tragedia delle gambe amputate, naturalmente senza neanche una, senza addormentarli eccetera eccetera. Quindi poi il fatto che lì 00:47:00 accudissero, che per esempio spesso sapevano scrivere e allora mandavano lettere per esempio alle, alle famiglie di questi, se erano morti, oppure se erano feriti ma stavano meglio. Hanno fatto una, cioè sono stati veramente importanti nella Prima Guerra Mondiale.

Felice Liperi: 00:47:22 Per concludere invece ti volevo chiedere, perché tu hai fatto invece anche dei, dei vari CD, degli album, chiamiamoli così, di canzoni. Penso a Lunaria, tanto per fare un esempio. Qual è il rapporto che hai con, diciamo le canzoni, nella loro dimensione più identitaria, nel senso che finora abbiamo parlato di tutta una serie di progetti in cui la musica, le canzoni erano importanti, ma legate a un racconto e una tradizione popolare. Quindi abbiamo parlato di, della Marini e abbiamo parlato di, di Portelli, 00:48:00 abbiamo parlato di De Simone. Però invece le canzoni, che, che ruolo hanno avuto? Tu hai vinto anche un Premio Tenco se...Che importanza hanno per te? C'è la dimensione che potremmo definire da cantautrice?

Lucilla Galeazzi: 00:48:12 E così infatti. A un certo punto ho sentito il desiderio di scrivere. Eh, e quindi ho, siccome io nasco come cantante di canzoni di, di canzoni pop. E l'ho fatto per tanti anni, durante l'estate per guadagnarmi qualche lira, visto che in casa mia non ci stavano e andavo a cantare con un gruppo, che faceva ballare, i gruppi che facevano ballare. Era pieno, di Terni del gruppo, anzi c'era una rivalità che non te dico.

Lucilla Galeazzi: 00:48:51 E quindi a un certo punto ho sentito il bisogno di rimettere, però è chiaro che con quel passaggio, con quella, con quella, con questo incontro con una musica differente, quella che faceva Giovanna, quella che faceva Roberto De Simone eccetera eccetera è un pop, poppizzato, alla maniera mia insomma, capito? In cui canto i canti del Cantamaggio, che è una tradizione per il Maggio. Era stata una tradizione...il Sud no. Perché Maggio non ce l'aveva, cioè quelli passavano dall'inverno, a che già stavano a taglià il grano, mentre per noi, il Centro Nord, il Maggio era molto importante, molto molto importante. Quindi sono andata a cercare questi canti di maggio e ricantarli.

Felice Liperi: 00:49:46 Ti volevo chiedere in chiusura ultima cosa, che ti chiedo e questa proprio legato alla citazione che è fatta adesso, del Cantamaggio, che sta dentro a un doppio progetto di una persona veramente, di un musicista di grandissima 00:50:00 classe, come Riccardo Tesi, che ha dedicato due opere alla diciamo, le ha chiamate Bella Ciao, prima Bella Ciao e poi diciamo riaggiornandola a un repertorio più ampio. Ecco lì ci sono esattamente questo tipo di canzoni. Che esperienza è stata quella? Perché lì hai incontrato poi altre persone, che hanno fatto un po' il tuo percorso, penso a Elena Ledda...Ad altri che sono dentro al gruppo di Riccardo Tesi, che non a caso è uno dei grandi, insieme ad Ambrogio Sparagna, uno dei grandi, diciamo che hanno...rilanciato

Lucilla Galeazzi: 00:50:32 Suonatori e compositori...

Felice Liperi: 00:50:35 E compositori, che hanno rilanciato l'organetto diatonico, che era scomparso dalla tradizione italiana, pur essendo presente in tutte le regioni. Però grazie al loro lavoro, adesso ci sono, lo dice sempre Ambrogio, migliaia di suonatori di organetto, che grazie a noi hanno ricominciato un po'. Perché loro hanno preso in mano 'sta cosa e nessuno lo suonava più. Quindi che ricordo hai di questo? Di questo ritorno di Bella Ciao con Riccardo Tesi?

Lucilla Galeazzi: 00:50:58 Bellissimo, bellissimo. Noi veramente avevamo chiesto a Giovanna che, che ci facesse un po'da, come dire...Che venisse un po'a cantare con noi. Solo che Giovanna ha detto "No, grazie. C'ho una certa età...Non posso mettermi a fare le tournée, proprio non ce la faccio più". E quindi scrisse una lettera. Allora lei, non gli piaceva questo fatto, che ci stesse un po'di pop nel...

Felice Liperi: 00:51:31 Poi però manco tanto. In effetti sembra un rifacimento quello sì...

Lucilla Galeazzi: 00:51:35 Ma Giovanna è Giovanna..

Felice Liperi: 00:51:35 Lei è severa, in questo senso, rigorosa...

Lucilla Galeazzi: 00:51:38 È rigorosa. Quindi c'è quella, quella cosa lì, per lei della musica tradizionale, che sia di Maggio che non sia di Maggio, deve essere, non può, può poppeggiare, ecco. E allora, alla fine comunque ha scritto una lettera, che noi abbiamo letto la prima volta che l'abbiamo fatto a Torino. Perché c'era, perché era nata a Torino 00:52:00. Cioè, cioè il gruppo che ha poi fatto tutto questo, che ha fatto muovere la, la ricerca, le cose, era nata a Torino.

Felice Liperi: 00:52:07 Cantacronache.

Lucilla Galeazzi: 00:52:08 Esattamente. E quindi abbiamo fatto a Torino. Lei ci ha mandato una lettera "Grazie di, di prendere, a voi adesso, come dire, prendere in mano queste cose"...Eccetera eccetera, una bella lettera, però lei io lo so che non...Non era molto contenta di questo fatto, che ci fosse un po' di pop dentro. Ma io manco tanto, a risentirlo, a risentirlo con l'orecchio del, dell'orecchio che si può avere, quando lo fai è una cosa e quando invece tu te lo senti, così, a mente fredda hai un altro, un altro tipo di...dico...

Felice Liperi: 00:52:53 Sì, di fruizione. Sì, perché, perché le canzoni...

Lucilla Galeazzi: 00:52:55 Alla fine io ho pensato che era giusto che fosse così, perché, perché i tempi son passati e la gente, i ragazzi...Io per esempio ogni tanto, quando vengono a prendere lezioni di canto popolare, dico "Guarda che se tu senti queste, queste registrazioni", le faccio sentire "Guarda che non cantano così, cantano pop, cantano". Eh sì però allora c'è pop e pop. Non so come dirti, c'è un pop cantato meglio, c'è un pop cantato peggio...

Felice Liperi: 00:53:29 Quella, forse è la vera distinzione.

Lucilla Galeazzi: 00:53:32 Ecco, allora in quel caso lì, io dico sempre "Attenzione, attenzione". Dite, per esempio, c'è una che adesso sta in Inghilterra, e vuole lezioni online da me. E lei canta pop. Allora senti, tu vuoi cantare pop. Cosa che puoi fare o vuoi cantare canzoni popolari? Se 00:54:00 vuoi cantare...."Sì, sì, sì, voglio che tu mi insegni anche le tue canzoni". Va bene, quello che ti pare. Però incominciamo a...non se canta come canti te. Devi, devi metterla più, come dire, devi pesarla meglio la voce. Era un po' sfiorettava, sfiorettava. E adesso? Ieri, per esempio mi manda un file. Dice "Ma questa quanto canta bene!" È credo una della scuderia di, di Treglia. Una ragazza coi capelli lunghi, che c'ha una bellissima voce...

Felice Liperi: 00:54:37 Ah quindi dal giro...Sparagna-Treglia, ho capito.

Lucilla Galeazzi: 00:54:39 Esattamente, ma veramente una gran bella voce.

Felice Liperi: 00:54:43 E'una casa discografica che, che difende il repertorio tradizionale. Benissimo! Grazie Lucilla, sei stata gentilissima, disponibilissima.

Lucilla Galeazzi: 00:54:54 Ma grazie a voi.

Felice Liperi: 00:54:55 Di questa, di questa testimonianza, grazie.