Trascrizione
Felice Liperi: 00:00:06 Sono Felice Liperi. Oggi, 16 novembre 2022, siamo nella sede dell'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi per incontrare Patrizio Fariselli, nell'ambito del progetto C'era un Grande Prato Rock - Narrazione e Ricordi sulla Stagione del Prog Rock, a 50 Anni dal Festival Pop di Villa Pamphilij. Allora, bentrovato a Patrizio Fariselli, attivissimo musicista nel mondo della musica sperimentale. Naturalmente per la memoria della mia generazione, un ricordo storico è quello del suo lavoro con gli Area. Ma naturalmente le vedremo passo passo le cose, ma vorrei, vorrei partire da, dal, dalle radici che ci accomunano, a me, a te e cioè le radici romagnole. Perché tu vieni da una, da una famiglia, da una famiglia di musicisti. In particolare ho scoperto questo, 00:01:00 non lo sapevo, che se non sbaglio tuo padre o qualcuno della famiglia, perché adesso tu li elencheri tutti quelli che suonavano, perché sia fratelli, padri, sorelle eccetera eccetera...Siete tutti musicisti come, com'era, e questo vorrei che magari lo raccontassi un po' tu. Secondo me è tradizione in una certa fase in Romagna, per ragioni legati alla musica popolare, in parte anche al liscio e alla musica da ballo, la musica folklorica. Dicevo, ho scoperto, qualcuno dei componenti della famiglia ha collaborato con un leggendario clarinettista, che era Henghel Gualdi, che qualcuno addirittura leggevo che, che la critica lo indicava addirittura, questo poi me lo dirai anche tu, cosa ne pensi, come il più grande clarinettista italiano, addirittura di tutti i tempi, questo scrive Wikipedia. Io ovviamente ho conosciuto Gualdi però non, non pensavo mai, lo identificavo sempre in quel mondo diciamo, della musica più folk, 00:02:00 folklorica. Però forse sbagliavo. Allora come è andata, com'è questa origine?
Patrizio Fariselli: 00:02:06 Allora, qui ci vorrebbe un libro per raccontare tutta questa la storia, di tutte queste persone. Cominciamo dal fondo, da Henghel Gualdi. È vero era uno dei più grandi clarinettista che ci siano mai stati in Italia. Un talento straordinario, meraviglioso, con una preparazione incredibile. La sua formazione era il jazz e lo swing, in particolare della jazz era, le grandi orchestre Benny Goodman e quel tipo di mondo lì. E era diventato talmente bravo che quando poi cominciarono ad arrivare gli americani in Italia, a suonare nei festival e lo incontrarono, sbarrarono gli occhi e poi lo chiamarono in America suonare, perché suonava meglio lui del miglior clarinettista americano, in quel 00:03:00 tipo di musica. Mio papà ha suonato con Henghel Gualdi, per circa sette anni, nell'epoca d'oro della sua orchestra, quindi gli anni '50. E io ho tutti i ricordi di un bambino. E questo mondo incredibile, colorato, fatto di suoni meravigliosi. Loro chiaramente suonavano musica da ballo, le canzonette in voga allora con l'orchestra, ma si ritagliava sempre uno spazio nella serata in cui affrontavano questi meravigliosi temi, queste musiche americane, poi che Henghel suonava a un livello stratosferico. E quindi il mio babbo suonava il contrabbasso e il trombone, poi a tiro, in seguito, sull'onda del successo di Tommy Dorsey, e questo è. Ma la mia famiglia è una 00:04:00 famiglia di musicisti. Tutto è cominciato con, con mio nonno Adamo, tornato dall'America, emigrato nel '21 e rimase là un po', poi mi stufò a fare, a lavorare vicino a Boston e tornò in Italia. Mise su una calzoleria e suonava il clarinetto. Il clarinetto in do, strumento un po' più piccolo dei clarinetto in si bemolle, ma ha il vantaggio di essere più difficile e più stonato. Uno strumento un po' abortito dalle orchestrazioni contemporanee che tuttora si usa....
Felice Liperi: 00:04:48 Molto stridulo, soprattutto.
Patrizio Fariselli: 00:04:49 Un zinsino più stridulo sì. Poi con la meccanica arcaica coi buchi, addirittura, no? Ce l'ho ancora a pezzi, il 00:05:00 clarinetto del nonno, è uno strumento che si usava qui in Romagna e nelle montagne dell'Epiro, per dire. Poi da altre parti han detto detto no, basta, c'è il clarinetto si bemolle che è fantastico. Mio nonno fece studiare i suoi due figli maschi al Liceo Conservatorio di Cesena, mio padre e mio zio. Mio zio, violinista, cantante grande mago del repertorio ungherese, suonava le czardas e quel mondo lì in una maniera meravigliosa, faceva piangere chiunque entrasse nel, così dell'influenza del suo strumento. Memorabile fu il mio matrimonio, quando lui tirò fuori il violino e ci ammazzò tutti perché piangevano tutti. Neanche un funerale, capito una cosa incredibile. Riusciva a commuovere 00:06:00 veramente anche i sassi. Mio zio meraviglioso, Armando, anche lui entra qui e così via. Anche mia nonna cantava. Dopodiché mio padre ha avuto tre figli. Il primo sono io, secondo il mio fratello Stefano, è diventato un valido sassofonista, flautista, polistrumentista e mia sorella che invece diventò danzatrice, l'unica della famiglia a srazzare. Cosa interessante che posso dire, per chiudere con mio fratello, con cui ho suonato tanto in passato, che puoi immaginare tanti anni fa, prima degli Area e, e adesso abbiamo appreso e ripreso intensamente a suonare insieme in duo, e pianoforte e sassofono, soprano, clarinetto basso, flauto che lui suona e stiamo mettendo in piedi un repertorio per due. Io preferisco quello più del piano solo, mi diverto veramente 00:07:00 tanto e poi l'ho diciamo così coinvolto. Anticipo magari una domanda che mi farai dopo, in un progetto futuro, per il prossimo anno. Un quintetto: io elaborerò tutto l'integrale di Arbeit Macht Frei, il primo disco degli Area, in cui si è ascoltata pochissima musica, nel senso che noi abbiamo smesso di eseguire dal vivo quei brani praticamente subito. Abbiamo inciso del '73 e già nel '74 abbiamo cambiato formazione. Via dal gruppo coso...eh, Patrick Djivas.
Felice Liperi: 00:07:51 Djivas, certo...La PFM.
Patrizio Fariselli: 00:07:54 Andò con la PFM. Poi abbandonò anche Eddy Busnello, il nostro sopranista ed entrò Ares Tavolazzi, quindi la formazione degli Area si stabilizzò a quintetto e cambiò anche sound e repertorio. Quindi cominciamo col secondo disco Caution Radiation Area, tutto un percorso che durò dieci anni. Il materiale di Arbeit non fu più eseguito da nessuno. Solo Luglio, Agosto, Settembre Nero. Un brano. Abbiamo sempre suonato, non solo noi, il brano più conosciuto, forse ideale e quindi oggetto di millanta cover da parte dei ragazzi. Molto divertente. Quindi l'integrale di Arbeit Macht Frei non è uno scherzo. Una musica complessa, complicata dalle, dai risvolti sottili non, non indifferenti...Io stesso che l'ho suonata e c'ero ho, lo sto studiando, quindi lo sto ricostruendo un po' su partitura e poi la riorchestro per 00:09:00 la formazione a quintetto appunto, con mio fratello, che sosterrà tutte le parti che furono di Eddy Busdello, che suonava appunto il sassofono soprano, contralto, flauto e soprattutto clarinetto basso. Uno strumento a cui sono molto affezionato, che ho imparato a suonare anch'io e negli anni ho sempre infilato in ogni buco una registrazione, in ogni luogo ci sono sempre almeno due note, una pernacchia, gliel'ho messa.
Felice Liperi: 00:09:29 L'hai infilata. Devo dire sì, che è uno strumento, il clarinetto basso che ha avuto un grandissimo revival. Questo magari poi lo riprenderemo come discorso, però prima di, di fare di passare all'epopea meravigliosa del lavoro con gli Area, su cui ci hai fatto questa interessantissima anticipazione...È anche una piccola scoperta onestamente. Perché giustamente identifichiamo il primo, il vostro primo album con quel pezzo famosissimo, sottoposto a moltissime cover, forse per quell'attacco 00:10:00 straordinario, così ritmico, così, con quel groove incredibile. Però effettivamente non ricordavo che non l'avevate più fatto. Questo poi ci torneremo. Però volevo un attimo tornare alle origini perché per farti una domanda perché io sto facendo un lavoro un po' su questo territorio dell'area romagnola e chiederti secondo te, in questo lavoro ho scoperto, ho verificato che c'è stata una stagione pre- e post guerra, in cui in Romagna c'erano veramente centinaia di migliaia di musicisti di altissimo livello, allora un po' legati, sicuramente tu lo ricordavi, alla musica da ballo. Certamente che dava, poi che era diventata grazie poi a liscio e anche a Brighi e a Casadei anche un mestiere. Cioè ci si poteva anche campare. Prima tu ricordavi il lavoro di Henghel Gualdi. Volevo chiederti secondo te che cosa è cambiato? Perché mi pare che rispetto a quell'epoca, 00:11:00 pur essendo una regione molto ricca di musica, c'è stata un cambiamento forte nel, cioè tu raccontavi tuo padre vi ha fatto studiare, moltissime situazioni del genere ho trovato, in questa ricerca che ho fatto di gruppi, famiglie e paesi, dove c'erano tantissime persone che studiavano, ma strumenti anche complicati. Prima ricordavi il trombone appunto, il clarinetto. Clarinetto che è lo strumento principe del...in do, il principio del liscio, perché c'è quel quel fischio incredibile che trascina, trascina le folle. Allora secondo te c'è stato effettivamente un cambiamento o un calo nella regione, nel seguito popolare della musica?
Patrizio Fariselli: 00:11:48 Un cambiamento radicale. I motivi sono tanti, complessi. Intanto ricordiamo i tempi. Ai tempi in Romagna e anche in Emilia, ma più in Romagna c'era 00:12:00 una concentrazione di locali da ballo a livello nazionale impressionante. Il 60%, se non di più, delle sale da ballo erano in Romagna, perché era una cosa molto sentita. Poi parlo di tempi ante liscio, non si parlava di liscio, mio nonno non parlava di liscio, parlava della sua musica. La parola liscio la inventò, la lanciò a livello di marketing Casadei, nipote di Primo Casadei che era Secondo, si chiamava Secondo Casadei, ma il primo della stirpe...
Felice Liperi: 00:12:37 ...della stirpe, sì.
Patrizio Fariselli: 00:12:39 Sì. E prendendo prestito la parola dalla bella musica popolare emiliana, è meglio distinguere, perché non sono sofismi ma cose pratiche. E che Henghel Gualdi era di Bologna e faceva riferimento al mondo emiliano, il romagnolo, 00:13:00 sì, è un leggermente diverso, per diversi motivi che non sto qui a...
Felice Liperi: 00:13:07 Sì, va bene, ma infatti.
Patrizio Fariselli: 00:13:09 Comunque dove c'era uno spiazzo, un aiuola, in Romagna si ballava. I romagnoli hanno sempre amato mangiare. Nel periodo dei, di queste serate infinite, non finivano mai, che cominciavano con tutte queste persone in ghingheri, che entravano in questo locale, salutavano tutti con un certo aplomb e una cosa...E alle prime scariche di cavalleria, quando l'orchestra cominciava a pompare con le gambe, cominciavano a sudare e a bere e finiva tutto nello sfacelo più totale di, di sesso, droga e rock'n'roll. 00:14:00
Felice Liperi: 00:14:01 Vero, certo.
Patrizio Fariselli: 00:14:03 Era bellissimo, una cosa meravigliosa. E sempre a un certo momento, verso mezzanotte, ci si fermava. Alt! Bisogna mangiare, per carità, ma non sai mai che si deperisce e quindi ho 'sto ricordo che l'orchestra veniva trattata in modo privilegiato, anche rispetto agli altri.
Felice Liperi: 00:14:24 Quindi pappardelle, striscio...crescioni...
Patrizio Fariselli: 00:14:28 Ma che cescioni, si parla di, si parla di cappelletti in brodo...
Felice Liperi: 00:14:31 Cappelletti in brodo...
Patrizio Fariselli: 00:14:33 Tagliatelle che tuonavano e poi soprattutto piadina e anche i secondi, cioè proprio il cibo romagnolo all'estrema potenza. I passatelli, mangiati a mezzanotte...sia un loro...
Felice Liperi: 00:14:48 Quindi tu dici è stato, è stato molto questa, le occasioni diciamo hanno determinato questo, questo boom di consumo musicale, ma anche di, di pratica, cioè, di studio musicale 00:15:00 quindi era un po' questa la ragione.
Patrizio Fariselli: 00:15:02 È una questione anche ecologica. Se ci sono le prede, ci sono anche i lupi. Molti lupi, molte prede, molti lupi. Calano le prede calano i lupi. Non so se la metafora ha senso, no? Ma questo vale anche per l'esperienza successiva della musica degli anni '70. C'era negli anni '70, c'era la possibilità di suonare tantissimo dappertutto, perché dappertutto sorgevano iniziative per fare musica dal vivo, per aggregarsi, per stare insieme. La spinta era questa della condivisione e quindi gli anni '70 sono stati il periodo dell'inclusione soprattutto e quindi per un musicista, io parlo degli Area, ma anche giovani, ragazzi, avevano mille occasioni per praticare la loro musica e quindi crescere. Quindi la quantità di musicisti giovani che c'erano negli anni '70 è 00:16:00 inimmaginabile e quindi nel settore invece dell'intrattenimento, che è quello delle sale da ballo, la stessa cosa. Poi cambiò tutto, cominciò a cambiare tutto. Entrarono gli anni '80, le mode cambiarono, si perse progressivamente il gusto di avere delle persone sul palco che suonavano, che seguivano l'avvento delle discoteche, la moda delle discoteche diede una, una botta notevolissima in questo senso, facendo mancare ai lupi il loro, il loro cibo.
Felice Liperi: 00:16:38 Il cibo, ah certo...
Patrizio Fariselli: 00:16:40 Soprattutto, cosa proprio banale e quindi le orchestre cominciavano a calare, a entrare in difficoltà e via discorrendo. Un percorso inarrestabile che ha portato poi alla situazione odierna, dove vedo delle cose incredibili. Nel senso che le 00:17:00 pochissime orchestre che ci sono in giro suonano spesso in playback. Non ci volevo credere, ma questo in gran parte, non tutti ovviamente, di loro suonano una volta quando vanno in studio e tutto il resto è tutto playback.
Felice Liperi: 00:17:19 Playback. E poi moltissimo, moltissimo ha inciso anche, lo sai meglio di me, naturalmente, la presenza dell'elettronica. Perché poi a me mi è capitato, quando vado su in Romagna di vedere i concerti, le situazioni da ballo, perché poi la gente si trova in queste situazioni fondamentalmente per mangiare e per ballare, beh non ci sono quasi più quelle belle orchestre, si chiamava orchestre spettacolo. Adesso ci sono le tastiere che rifanno tutti i suoni e qui perché si risparmia, costa meno quindi, quindi ecco questa è stata un po' la ragione della crisi e quindi sono calati moltissimo anche i musicisti. E qui arriviamo alla seconda domanda che ti riguarda. In una famiglia del genere, poi sei andato 00:18:00 però a studiare musica al Conservatorio di Pesaro e lì hai cominciato a studiare, appunto, pianoforte. Questa è stata la seconda fase della tua, diciamo l'inizio della tua carriera, diciamo così.
Patrizio Fariselli: 00:18:13 Beh, sì, certo. Mio padre ci avviò allo studio della musica [...]mio fratello che abbiamo studiato Conservatorio e...E poi, per poi mollare la carriera accademica o quant'altro e iniziare, data la nostra, dico nostro perché anche mio fratello ha condiviso lo stesso percorso, la nostra passione naturale per il jazz e la musica, soprattutto improvvisata. Questa è la grande passione della tutta la famiglia, compreso compreso mio padre, mio zio no. Mio zio era più un esecutore da partitura, andava sul, sulla sulle interpretazione. Ma noi abbiamo sempre sviluppato 00:19:00 questa questa passione per la musica estemporanea e quindi abbia preso la strada...staccandoci...
Felice Liperi: 00:19:06 La vostra strada. Prima ricordavi e qui entriamo nel grande capitolo, una parte molto importante della tua carriera lo ricordavi prima, siamo nel '72 diciamo, quando nasce il, questo, questa formazione leggendaria, perché nel caso degli Area non c'è altra parola che si possa dire. Perché è stato probabilmente il gruppo più importante, insomma dare la definizione di musica sperimentale mi sembra la parola più giusta, anche se in realtà poi il pubblico l'ha identificata anche con, forse rock sperimentale sarebbe più giusto. Certamente è stato un gruppo fondamentale. E li ha incontrato, anche perché io dico sempre, la formazione e poi importante, come una squadra di calcio, diciamo perché quella squadra è scarsa? Perché forse c'ha dei giocatori che sono modesti. Nel caso vostro, tutti i solisti 00:20:00 veramente di altissimo livello. Quella, quella mi è sembrata la prima, il primo segreto. Perché un gruppo che parte con, con una voce come quella di Demetrio Stratos, e insomma diciamo che ha già molte carte importanti da giocare.
Patrizio Fariselli: 00:20:18 Beh, eravamo dei ragazzi piuttosto ambiziosi dal punto di vista artistico. E quindi la formazione degli Area è avvenuta nell'arco di un anno e mezzo, due, con diversi musicisti che si sono alternati. Finchè si è stabilizzata su una formazione che è la formazione, che ha registato appunto Arbeit Macht Frei, [...] sì, Area fu un'esperienza epocale per la mia vita. Io avevo ventun anni, appena finito il militare, quindi eh, piuttosto giovane e la cosa che saltava più all'occhio, 00:21:00 importantissima in questo collettivo, è che il posto bisognava tenerselo e guadagnarselo perché non c'erano limiti, sostanzialmente. Non poteva esistere che uno scriveva una cosa, ne pensava e uno degli elementi del gruppo non fosse all'altezza della situazione. Quindi bisognava correre, studiare parecchio. L'impegno era completo, totale e...ma per tutti. Veramente fu l'inizio di un decennio, coinciso appunto con tutti i miei vent'anni. Quindi capirai, ce l'ho ancora qui davanti agli occhi come esperienza. Non è solo una scuola di vita, è proprio un decennio, che poi si è articolato in centinaia di concerti, decine di migliaia di chilometri, soprattutto in Italia però. Questo perché il nostro 00:22:00 impegno sociale e politico ci tagliò le gambe dello show business internazionale. Anche se ci chiamavamo Area International, proprio del gruppo, avevamo tutte le caratteristiche per essere un gruppo internazionale, perché Stratos era praticamente madrelingua inglese. Lui era greco, ma ha studiato alle scuole inglesi e di Alessandria d'Egitto. Parlava meglio lui del suo insegnante l'inglese, e lo cantava ovviamente in modo assolutamente naturale. Non solo aveva la facilità nelle lingue. Per esempio quando abbiamo suonato, poi del '77 mi sembra, o '76, per la prima volta a Parigi, lui imparò il pezzo in francese. Per dirti, anche l'importanza di voler comunicare i tuoi contenuti insomma. E però, insomma questo brano che un po' ci ha dato una celebrità. Luglio, Agosto, Settembre Nero, all'estero 00:23:00 non fu accolto diciamo così, con, con interesse. Ci esclusero completamente. Però insomma...
Felice Liperi: 00:23:13 Ma ecco, mi hai anticipato la seconda domanda, perché ti volevo, ti volevo chiedere. Dicevi il gruppo International Popular Music e voi avete anticipato due cose. Ma la seconda ci arriverò fra poco. La prima è il rapporto forte con l'impegno politico che dicevi tu stesso, ed era la domanda che stavo per farti, vi ha tagliato le gambe sul piano della carriera. E diciamo che i grandi concerti internazionali, io ricordo in particolare un passaggio a Cuba, che forse era più coerente dal punto di vista politico. Ma effettivamente il rapporto con l'impegno, come hai detto, era così forte era così importante? Siamo negli anni '70 quindi chiaramente, la 00:24:00 generazione, il periodo era, era quello. Quindi questo è stato però una limitazione? E poi arriverà una domanda invece che riguarda diciamo, le strutture che in qualche modo vi, vi supportavano. In particolare penso naturalmente alla Cramps. Ma ci arriveremo fra qualche secondo. Ma ecco il rapporto con la politica, quindi è stato, sì una grande passione sicuramente, ma anche una limitazione per la vostra carriera, diciamo così, professionale?
Patrizio Fariselli: 00:24:27 Guarda, intanto voglio dire che se rinasco rifaccio esattamente le stesse cose. Non recrimino assolutamente niente, perché abbiamo vissuto un'epoca straordinaria. In Italia però, soprattutto. Era un piccolo, così tanto, inciso per dire, ma perché un gruppo che se fosse sbarcato negli Stati Uniti nei primi anni '70 avrebbe fatto un disastro, perché? Non si parlasse, si è parlato di world music vent'anni dopo. Pensa, quindi arrivamo noi con il 00:25:00 nostro repertorio, con la nostra carica vitale. Eravamo insomma un po' dei kamikaze. E quindi chissà come sarebbe andata. Sliding doors, no? Dove uno perde, non riesce a salire sulla metropolitana una ragazza e il film si sviluppa in un modo. Invece poi il film ricomincia e ti fa vedere se lei saliva sulla metropolitana e si dipana in tutt'altra storia. Non ricordo altro di questo film, però come vedi, una frenata in un viaggio, ti fa rallentare, ti fa entrare in una linea temporale, è la tua vita. Magari prende un...
Felice Liperi: 00:25:34 Cambia, prende un'altra strada, certo.
Patrizio Fariselli: 00:25:37 Per quel che mi riguarda va benissimo così. Anche perché poi, hai idea di come si mangia all'estero? Cioè, c'è roba insopportabile. Quindi non c'è proprio problema. C'è da dire che quando siamo andati, siamo andati per la prima volta io e Paolo Tofani e Demetrio anche, a Londra con il nostro Arbeit Macht Frei. Un disco che, come vedi, ci preoccupiamo cinquant'anni dopo 00:26:00 di eseguirlo, quindi vuol dire che magari un pochino interessante lo era e questi quando hanno visto Capiozzo con la kefiah, poi questo Settembre Nero, che era l'organizzazione che aveva combinato il disastro alle Olimpiadi di Monaco, cioè fatti pesanti, chiaramente, però tirando fuori anche il problema di un popolo, palestinese, quando hanno visto questo han detto "No, voi state...". Ma ce lo disse proprio responsabile della Vigin, che, con la quale noi avevamo già una, un abboccamento e c'era già stato un dialogo tra manager. E solo che lì ha visto questa cosa, per cui ha detto "No, voi state a casa vostra". Quindi e grazie, volentieri non c'è problema.
Felice Liperi: 00:26:48 Però, però qui in questa rapporto dicevi, vi ha dato anche grandissime soddisfazioni. Luglio, Agosto, Settembre Nero era chiaramente un, un pezzo molto schierato, perché quello, perché per la verità ancora 00:27:00 oggi la questione palestinese è assolutamente irrisolta, anzi. Però lo ponevate in primo piano. Ma hai anticipato una una seconda domanda che ti avrei fatto, che ti faccio, che ti faccio ora. Perché voi avete anticipato effettivamente, 1973 quest'album, diciamo quanto meno di dieci anni, intanto il lavoro di De André sulla musica del Mediterraneo, ma poi soprattutto a livello internazionale la World Music, di cui certamente voi avete dato una soluzione, un'idea, avete proposto un'idea che era assolutamente nuova. In più diciamo sul piano, questa parola, questa, questa parola la ritroviamo più volte, sperimentale, la dimensione di utilizzare suoni provenienti dal Medio Oriente, dalla, dall'area africana, dal, dal territorio, da territori extraeuropei 00:28:00. Però anche per utilizzarli, per reinventare, perché certe volte la World Music diventa semplicemente pedissequa ripetizione di alcuni ritmi, di alcuni riff. Nel caso vostro non era così. Quindi secondo te questo è stata l'altra difficoltà, al fatto che la vostra fosse, tu l'hai detto prima, parlando di, del primo album, che la vostra musica fosse anche abbastanza complessa, oltre che per quelle limitazioni che dicevi politiche che vi hanno un po' tarpato le ali.
Patrizio Fariselli: 00:28:30 Beh, no, ammetto che era parecchio complessa per un, soprattutto per un orecchio non educato, non avvezzo a simili viaggi o simili...Sì. Cosa è successo? Che in un epoca, gli anni '70, in cui tutto l'Occidente guardava appunto a occidente, oltre oceano, aveva lo sguardo, lo sguardo rivolto, i giovani italiani con lo sguardo rivolto verso 00:29:00 ovest, noi ci siamo girati verso est. L'abbiamo fatto per una somma di motivi e cominciato, abbiamo cominciato a interessarsi appunto della musica balcanica e musica del bacino del Mediterraneo. Ma per gradi, perché ci sono molti motivi. Uno era anche la presenza nell'area dei primordi, io ancora non, non c'ero nel gruppo, la presenza di Johnny Lambizzi che voglio voglio nominare. Un chitarrista straordinario, già scomparso, che cominciò a portare lui, di, di madre ungherese e comincio a portare dei materiali molto, molto interessanti. Alcuni di questi piccoli frammenti sono presenti proprio in Arbeit Macht Frei, il pezzo e con lui così cominciò questa possibilità anche di trattare un tipo di materiale 00:30:00 diverso, rispetto alla quale...poi ci fu una passione per l'orchestra di Don Ellis un americano che però seguiva questo Bulgarian Bulge, un pezzo in come dire in stile bulgaro, tracio, un gioco, un esercizio di stile, però sostanzialmente molto bello il pezzo. Si chiudeva in ottantatre, ottantaquattro parti sostanzialmente, una sequenza molto particolare, quindi discorsiva, il tema dispersivo, alla velocità pazzesca su cui gli elementi dell'orchestra improvvisavano, coi tromboni, con le trombe e tutto. Quindi a me e Giulio Capiozzo ci colpì tantissimo questo, questo tipo di di mondo. E poi unisci questi elementi con la passione per i tempi dispari, che era già anche stata sviluppata da quella che poi magari impropriamente si chiamava la scuola 00:31:00 di Canterbury, cioè dai gruppi inglesi, Soft Machine, i Nucleus, quelli conosciuti tutti loro, quel tipo di gruppi lì, e hanno cominciato anche loro a elaborare alla loro maniera quei tempi. Metti insieme e costruiamo questo Luglio, questo Settembre Nero, in cui il tema principale l'ho scritto io, passeggiando appunto una volta per Cesenatico con Giulio Capiozzo, il riff iniziale e da lì è cominciato così tutto un percorso.
Patrizio Fariselli: 00:31:31 In ogni disco nostro c'era almeno un brano, che approfondiva questo tipo di tematiche. Piano piano Demetrio riscoprì le sue origini mediterranee, mettiamola così, che le aveva un po' accantonate, perché anche lui nella sua vocalità si riferiva anche lì, alle sue grandi passioni, non so Ray Charles, per dire, gli altri, altri insomma cantanti. E dice "Ma io canto, sono, sono 00:32:00 greco la mia, la mia musica è questa qui anche". E quindi comincio anche un percorso di studio che facemmo insieme di, di della musica mediterranea. Quindi la musica di Creta soprattutto molto, molto, molto, molto interessante. Cominciammo a cercare dischi, allora non c'era quasi nulla. Andammo sul campo a studiare ad Atene. Almeno un paio di volte, a conoscere il lavoro di Dora Stratou. E, e ascoltammo in prima persona questi musicisti meravigliosi, chiaramente che non conosceva nessuno.
Felice Liperi: 00:32:41 Certo, nessuno conosceva. Certo, prima di fare un altro passo avanti e parlare momento del ruolo anche di quell'epoca, in cui esistevano ancora le case discografiche con un progetto, adesso fra poco ci stiamo. Ma ti devo chiedere due cose ancora 00:33:00 per chiudere, chiudere. Dovremmo parlarne per ore naturalmente del lavoro degli Area. Due cose che riguardano ancora gli Area: una intanto un ricordo naturalmente di Demetrio Stratos, perché ci sono tutta una generazione di persone che, che non l'ha conosciuto e quindi tu adesso hai già ricordato qualche aspetto sulla sua riscoperta della vocalità greca-mediterranea eccetera, ma poi dopo, tutta la fase di sperimentazione sulla voce eccetera. E l'altra cosa invece, un ricordo di una canzone che oggi, oggi potrebbe tornare molto, molto, molto attuale come La Mela di Odessa, dove a un certo punto, oggi che stiamo così, sull'orlo terrorizzante di un, di un incubo addirittura nucleare, pensare ad Odessa come luogo invece, di grande cultura, di grande, di grande musica, un luogo, un crocicchio veramente importantissimo di musica e cultura appunto, ricordarlo con una canzone che per voi 00:34:00 è stata uno dei pezzi che, che io ricordo con, con più ,con più piacere.
Patrizio Fariselli: 00:34:06 Per parlare di Demetrio...Ormai sono sono anni che ripeto le stesse cose perché...
Felice Liperi: 00:34:14 Immagino, immagino.
Patrizio Fariselli: 00:34:17 E parlo di un caro amico, musicista straordinario. Posso dire, intanto la sfiga, come si suol dire, di, di, essersi beccato questa malattia in un momento in cui stava per fare un salto nell'iperspazio, come si suol dire. Se guardi la sua carriera, vedi, sto parlando degli inizi di questa riscoperta del, delle sue radici mediterranee. Ma questo discorso di riscoprire e scoprire le cose, è una cosa che è come un piccolo sassolino, che poi pian piano innesca una frana, una valanga. Nella sua formazione insomma divenne, divenne 00:35:00 importante. Lui divenne un ricercatore della voce. E ricordo che diceva sempre "Io voglio sapere tutto quello che è stato fatto al mondo sulla voce" e cominciò a cercare attivamente, a studiare, a praticare. Quindi la scoperta del canto della gola dei mongoli e delle, degli, dei toni, overtones, e quant'altro. E questo coincise con l'incontro con Cage e il suo rapporto con la musica contemporanea, un certo tipo sostanzialmente. Quindi vedi che questo ragazzo è passato da quando era teenager che era una star italiana chiaramente coi Ribelli...
Felice Liperi: 00:35:46 Coi Ribelli...
Patrizio Fariselli: 00:35:48 Con la pop music, quindi musica popolare, così con tutte le virgolette, con un riferimenti al rythm'n'blues e poi entra negli Area, dove si ritaglia una dimensione 00:36:00 vocale unica, avvantaggiato dal fatto che era un musicista attento, non solo cantante, che lui condivideva con me l'onere delle tastiere. Gli Area avevano due tastiere e una chitarra, tre strumenti armonici, che se non stai attento succede disastro. E musicista e poi avanti ancora, da lì ha cominciato a esplorare queste sue possibilità naturali e vocali, con le ricerche. Andò a Parigi conoscere Trần Quang Hải, il vietnamita che gli insegnò alcune tecniche e via discorrendo. Poi a un certo momento conobbe, ripeto Cage. Cage rimase strabiliato dalla sua interpretazione dei Mesostics. E lo accolse negli Stati Uniti con le dire con grande favore, avrebbe lanciato 00:37:00 la sua carriera nel mondo della musica contemporanea. E lui è morto in quel momento lì, da un giorno all'altro sostanzialmente, ha cominciato con un mal di testa. Il mese dopo se n'è andato. Una tragedia immane.
Felice Liperi: 00:37:14 Immane, Sì, veramente scioccante. Le testimonianze di tutti i musicisti che sono cresciuti in quella stagione, che era la stagione sì, della politica, ma era anche la stagione dei festival. Fu proprio come scioccato da questa morte impressionante, improvvisa, nel 1979. Io penso sempre che quella è come se fosse una sorta di capitolo finale degli anni '70. Insomma, questo è stata come un segnale tragico, veramente di un periodo importante.
Patrizio Fariselli: 00:37:45 Eh sì.
Felice Liperi: 00:37:47 Un periodo dicevo che è legato fortemente anche, prima parlavamo della crisi del del, dei territori musicali, parlando della Romagna, dell'Emilia eccetera. Ma una delle ragioni della crisi attuale, secondo me 00:38:00 è anche legata al fatto che per tante ragioni che adesso non andremo a spiegare, a raccontare, non ci sono più come in quell'epoca, le case discografiche. Ho letto anche qualche, qualche intervento di critico di, di giornalisti storici che dicono che insomma, anche anche sul piano istituzionale servirebbe un intervento del Governo, dello Stato per aiutare un po'come fa la Francia. Perché è assurdo che di colpo siano scomparse tutte le strutture discografiche, che sostenevano un, tutto un mondo musicale, che significa lavoro, che significa creatività, linguaggi nuovi eccetera. Ma per farla breve, l'epoca invece in cui l'avete lavorato voi, al di là delle difficoltà che, che tu descrivevi per i rapporti con la Virgin, in Italia c'è stato un'altra un'altra vicenda veramente straordinaria, che è quella della Cramps, con cui voi avete lavorato e che quindi, perché più volte abbiamo ripetuto la parola sperimentazione. Certamente 00:39:00 sperimentazione e Cramps, è un binomio che sta insieme. Però ecco, è stato molto, credo che sia stato molto importante il lavoro di quella casa discografica di Gianni Sassi, di quello che che poi ha prodotto, anche se per un breve periodo in fondo. Però è stato molto importante.
Patrizio Fariselli: 00:39:18 Ma assolutamente! Una cosa unica nel panorama non solo nazionale. Quindi tu hai nominato Gianni Sassi, perché parla di Cramps e devi parlare di Gianni. Perché è lui che ha inventato questa cosa. Gianni, che lavorava, già aveva lavorato, già collaborato con alcuni musicisti facendogli le copertine, suggerendogli dei concept, a Battiato con cui, a cui curò un paio di dischi, Pollution, Fetus, qui, quelli là, già si riconosce la matrice horror, un po' di Gianni Sassi....
Felice Liperi: 00:39:59 Beh sì quello in effetti sì. Tutta la parte grafica, la parte iconografica, diciamo certo, vero.
Patrizio Fariselli: 00:40:05 A lui aveva le sue fisse. E quindi poi dava anche ai Krisma, a Maurizio Arcieri, che so chi c'è, I Giganti, I Giganti e fecero un concept album ante litteram: Terra in Bocca. In questo, perché qui senti ululare i lupi in lontananza. E poi incontrò gli Area, grazie alla, al nostro manager di allora che era Franco Mammone, lo stesso del Banco e della Premiata. Ci incontrammo a un concerto e Sassi rimase folgorato e noi folgorati da lui, perché era un personaggio straordinario. Lui si inventò discografico proprio per pubblicare il nostro primo disco, che come ripeto abbastanza e anche questo non è uno scherzo, perché Arbeit Macht Frei era la scritta sui campi di concentramento nazisti, quindi metti questa cosa in copertina, in prima in un gruppo che esordiente, è stato anche quello un impatto 00:41:00 incredibile, con dentro il pezzo di questo Settembre Nero. Quindi puoi immaginare cosa è successo, solo in termini di immagine. Lo scompiglio nel mondo politicizzato di allora se, che, se questi sono fascisti, sono artisti, no, loro sono anarchici, no, sono...Ma nella confusione io mi ci sono sempre trovato benissimo, quindi non c'è problema, finché si muovono le acque va bene. Io ho paura che quando le acque sono ferme, stagnanti, il pensiero diventa un pensiero unico e quello mi terrorizza. Comunque torniamo Sassi, s'inventò discografico perché non l'aveva mai fatto prima e, e cominciò a produrre, sia nell'area della musica giovanile prima con gli Area, poi via via, Gli Arti & Mestieri poi Finardi, Camerini e via via un sacco di....
Patrizio Fariselli: 00:41:52 Altri, di altri artisti, ma contemporaneamente cominciò a pubblicare due collane di musica contemporanea, che tuttora sono secondo me importantissime, perché fotografano un mondo, un movimento a margine anche della musica contemporanea di allora. La Nova Musicha iniziò appunto col primo disco di John Cage e poi tutta una serie di compositori, si occupava di documentare il lavoro dei compositori più radicali dell'epoca, grazie anche al lavoro di Walter Marchetti o Juan Hidalgo, che curavano appunto la pubblicazione. E la musica Diverso, un'altra collana più improntata invece su l'elaborazione, sugli strumenti. Quindi ogni disco si occupava di uno strumento, di uno strumentista e il lavoro che questo aveva fatto, per portare ai limiti le possibilità anche lì, del proprio strumento. Era una cosa che allora ci piaceva fare 00:43:00 e infatti l'ho fatta anch'io. Ho avuto il mio disco che si chiamava Antropofagia. Demetrio ne fece un paio di dischi, uno Metrodora, Diverso e un altro Cantare La Voce per la Musicha. E quindi, come vedi, un personaggio straordinario è un patrimonio tuttora, questo della Cramps, storica e impareggiabile, ineguagliabile. Che dire? Altra cosa è il modo con cui trattava...
Felice Liperi: 00:43:31 Mi ricorda, ti interrompo, ti interrompo un secondo solo perché mi ricorda un po' il... Anche se la musica forse lì è un po' più omogenea dal punto di vista musicale, il lavoro che ha fatto Manfred Eichen per la ECM in qualche modo. Una storia simile, anche se su una musica diversa. Anche lì c'è una figura carismatica, geniale che negli anni ha sempre mantenuto questa, 00:44:00 questa coerenza nel, ripeto la parola, la parola chiave forse ripeto, è sperimentazione ma forse non è sufficiente. Ma insomma me lo ricorda un po', anche come tipo di progetto insomma.
Patrizio Fariselli: 00:44:12 Ma sì, vagamente sì, comunque due personaggi importantissimi nel mondo della produzione musicale. Capisci, quindi poi allora c'era anche un altro discorso, che si parla di discografici, c'erano i discografici, c'erano tante etichette, tante piccole realtà e grandi realtà. Per carità, adesso se guardi sembra che ci siano tante etichette, ma in realtà, al mondo penso siano quattro le case discografiche, che hanno assorbito piano piano tutte le altre e le altre, le altre etichette. Quindi ecco perché io ho paura di questo, del pensiero unico dello strapotere delle multinazionali, che tendono come dire ad appiattire un po' tutto e, e a non favorire il movimento e appunto i fermenti, 00:45:00 se non in piccoli casi. Ironia della sorte noi che siamo sempre stati antisistema il nostro, i nostri dischi sono finiti nonostante noi alla Sony, una grande multinazionale, una major, i tempi vedi, sono completamente diversi.
Felice Liperi: 00:45:18 Diversi ma, non è anche il fatto che oggi i dischi uno se, se li può fare da solo? Nel senso, adesso esagerando non è solo perché le case, giustamente ricordavi si sono divorate tutto quello che esisteva, ma è anche forse che il sistema dell'autoproduzione anche quello un po' ha causato questa questa crisi, ma ha anche forse facilitato il lancio di una serie di, di musicisti alcuni di qualità, altri secondo me pessimi. Però insomma un'occasione che, che prima non c'era. Uno a casa non si poteva fare un disco mente oggi sì.
Patrizio Fariselli: 00:45:57 Ma guarda è un discorso molto complesso. A me non, non mi spaventa il fatto che uno casa si possa produrre già in modo avanzato delle cose. Il problema è che, come ripeto si tende al pensiero unico. I ragazzi hanno per dire, il loro problema, sostanzialmente è quello di fare successo. Non è che dispiace fare successo, per carità questo non voglio dirlo, però se tu parti con questa cosa, in realtà determini la tua musica, che la tua musica vada incontro a quello che tu ritieni sia il pubblico. Un pubblico e questo tutto come dire, senso di democrazia in realtà ti porta all'appiattimento, ti porta a scoprire l'acqua calda. Difficile che io incontri dei ragazzi che sono determinati a esplorare il proprio talento e i propri interessi, senza nessun 00:47:00 tipo di pressione o cose strane. È molto difficile.
Felice Liperi: 00:47:09 Venendo, arrivando un po' alle conclusioni di questa nostra chiacchierata, questo nostro incontro...Dopo gli Area ovviamente il lavoro è proseguito, mi pare molto, adesso poi me lo dirai tu meglio di me naturalmente, per esempio nel lavoro, per le colonne sonore, per il cinema, hai lavorato molto nel jazz, hai collaborato con musicisti. Anche qui sempre quella parolina che ripeto ogni tanto: sperimentazione. Con Steve Lacy, nel passato con Art Farmer e con altri, tanti musicisti jazz importanti, ma anche nel mondo della canzone. Quindi una collaborazione con Roberto Vecchioni, per esempio. Questi sono stati, alcune cose degli anni che sono seguiti, soprattutto qui. Siamo forse fra anni '80 e '90. Adesso vado, vado a memoria, quindi sarai tu più 00:48:00 preciso di me.
Patrizio Fariselli: 00:48:02 Lo sai, io sono una persona curiosa, come ripeto, uno dei motori anche del nostro lavoro degli anni '70, uno degli insegnamenti anche, che posso cercare di riprodurre, perché io stesso sono stato così stimolato dai miei compagni e dal nostro modo di lavorare. E sull'onda di questa curiosità, insomma questa curiosità mi ha portato a praticare praticamente tutto quello che è possibile fare con la musica nel nostro mondo. Come compositore o come strumentista o quant'altro. Quindi diciamo che ho bazzicato qualsiasi ramo del fare musica. Uno l'ho fatto dal cinema ai cartoni animati, musiche per bambini piccoli, musiche per bambini piccolissimi e adesso sto lavorando per le donne incinta, quindi scavallo l'onda...
Felice Liperi: 00:48:54 Ancora più indietro.
Patrizio Fariselli: 00:48:55 Ancora più indietro. E quindi, insomma, mi sono sempre divertito a praticare e a maneggiare materiali tra i più, tra i più disparati. Provo un piacere profondo e quindi produco ancora cose, anche adesso io ho in mano un lavoro, è già due anni che ce l'ho in mano, quel più che è già pre-prodotto. Cioè io ho già scritto i materiali li ho già pre- arrangiati in casa, come si diceva prima, vedi, fai una pre-produzione adesso e poi andrò in studio di registrazione con i musicisti a finalizzarlo e lo farò quando mi passerà l'incazzatura per quello che sta succedendo in questi anni e perché è un disco abbastanza gioioso e io in questo momento non sono gioioso. E quello che mi interessa fare e a cui do priorità è appunto suonare dal vivo, perché mi consente di scaricare anche tutta una serie di tensioni e di pulsioni e quindi 00:50:00 queste qua. Poi tu vedi parlavi prima de La Mela di Odessa, che anticipo uno dei pezzi di questo nuovo disco, che se la salute regge prima o poi farò, che io ho scoperto la vera storia del La Mela di Odessa, del dirottamento di questa nave, fatta da un paio di pazzi tedeschi, che la portarono appunto a, in, in Russia e a Odessa. Ecco, questo era quello che noi sapevamo allora e costruimmo la nostra favoletta della mela e della foglia di mela, erano questi due dirottatori, la foglia era la nave.
Patrizio Fariselli: 00:50:40 Allora, io ho scoperto invece la vera storia di cosa è successo, in quella faccenda e quindi non è vero che sono andati a Odessa. Dirottarono questa nave e si infilano nel Mare del Nord, senza esperienza di navigazione e senza 00:51:00 carte nautiche, tempeste di mare e di neve. Questi pazzi volevano andare a parlare con Lenin e a raccontargli quello che stava succedendo i compagni tedeschi e quindi viaggiano senza vedere niente. Rimase, mi pare, con il tergicristallo. E qui vai...Il capitano era agli arresti nella nave. Guidavano questi e pare che a un certo momento ha detto "Beh ragazz' basta, cioè non, non ne possiamo più, cioè succeda quel che succede". Flotta americana che, che era, bazzicava in quei mari o no, no andiamo a terra, perché tutto è meglio di questo stato. E quindi virano e vanno verso terra, senza sapere dove erano ed entrarono nella baia di Murmansk. E quindi si attaccarono a una boa nella baia. 00:52:00 Dice "Dove siamo? Non lo so, assolutamente". Vedono all'orizzonte un filo di fumo. Una nave che stava arrivando e non sapevano cosa sarebbe successo, se la rovina o il successo. E tu pensa che quando, l'emozione di quando videro sventolare una bandiera rossa sulla, sulla nave, la felicità e qui arrivarono da Murmansk. Ecco perché io sto scrivendo La foglia di Murmansk, la vera storia de La Mela di Odessa. Ed anche quello sarà un brano molto, molto divertente.
Felice Liperi: 00:52:32 Beh, insomma, ci hai dato un'anticipazione molto interessante, divertente. Speriamo di sentirla presto. Io ti ringrazio moltissimo per queste tuoi, questo tuo racconto prezioso e speriamo di risentire l'anno prossimo allora, questo cinquantenario del primo album degli Area, che mi sembra che sempre, ci dà sempre delle cose interessanti. Grazie molte Patrizio a presto.
Patrizio Fariselli: 00:52:55 Grazie a te ciao ciao ciao ciao.